| La sicurezza sul lavoro > Più sicurezza per le
lavoratrici gestanti
La legge italiana per la tutela delle lavoratrici madri è
stata modificata con il decreto numero 645 del 25 novembre 1996,
che ha dato attuazione ad una direttiva dell'Unione Europea in materia. Il
decreto contiene lievi modifiche e integrazioni alla legge italiana, già molto
avanzata rispetto a quelle degli altri Paesi dell'Unione Europea.
In particolare, viene integrato l'elenco delle attività
ritenute insalubri per le lavoratrici gestanti e viene loro riconosciuta la
possibilità di assentarsi dal lavoro per effettuare, durante l'orario di lavoro,
gli esami prenatali che non possono essere svolti in orario diverso, senza
perdita della retribuzione.
La legge prevede, inoltre, l'obbligo di informare adeguatamente
la lavoratrice dei rischi connessi allo svolgimento dell'attività lavorativa
contemplando, però, la possibilità di adibire la lavoratrice ad altre mansioni,
anche prevedendo orari diversi da quelli normalmente svolti.
Dispone poi, che il datore di lavoro debba eseguire, nel caso si rivelino
necessarie, le modifiche temporanee alle condizioni,
all'organizzazione e all'orario di lavoro, per evitare che la gestante o
puerpera sia esposta a rischi sul lavoro.
Qualora non fosse possibile effettuare alcuna modifica nell'organizzazione e/o
nell'orario di lavoro, il datore di lavoro deve assegnare la lavoratrice ad
altre mansioni. Se nemmeno l'assegnazione ad altre mansioni
fosse possibile, le lavoratrici sono dispensate in anticipo dal lavoro (rispetto
al periodo obbligatorio di due mesi prima e tre mesi dopo il parto), così come
previsto dal Testo unico sulla maternita'.
Una novità importante consiste nel fatto che, mentre prima era l'ispettorato del
lavoro a disporre l'astensione anticipata, ora è lo stesso datore di
lavoro che può farlo, informandone successivamente l'ispettorato.
Fonte:
www.intrage.it
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