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Il Sannio Quotidiano 02 Giugno 2009
Programmazione triennale del fabbisogno di personale per gli anni 2009-2011 e del rinnovo del contratto collettivo decentrato integrativo per l’anno 2009: è l’argomento della riunione che si è svolta a Palazzo Mosti con la Uil.
Presenti per la parte pubblica il sindaco Fausto Pepe, l’assessore alle risorse umane Cosimo Lepore ed i dirigenti Umberto Maio ed Andrea Lanzalone; per la parte sindacale Giampiero Catillo, Donato Calabrese e Fioravante Bosco della Rsu, oltre ai rappresentanti della altre sigle sindacali.
La parte pubblica ha presentato la proposta che prevede nel triennio 2009-2011 l’assunzione di complessive 92 unità, così distinte: anno 2009: selezioni esterne per 14 posti, selezioni interne per 41 posti; anno 2010: selezioni esterne per 19 unità; anno 2011: selezioni esterne per 18 unità. Le progressioni verticali interne dovrebbero riguardare 7 posti di categoria D1 (profilo amministrativo-contabile), 15 posti di categoria C (2 per profili tecnici, 10 per profili amministrativo-contabili e 3 per educatrici asili nido), 7 posti di categoria B3 (4 per profili tecnici e 3 per puericultrice) e 12 posti di categoria B1 (9 per profili amministrativi e 3 per operatori socio-assistenziali). Sulla proposta, così confezionata e che riprendeva le richieste dei sindacalisti espresse nella riunione precedente, la Uil Fpl ha espresso parere favorevole. Le altre sigle sindacali hanno chiesto l’approfondimento della questione.
Il segretario provinciale della Uil Fpl Donato Calabrese nonché Rsu al Comune di Benevento, tiene a precisare: “Anche oggi (ieri, ndr) non è stato possibile concludere questa concertazione, sulla quale i lavoratori del Comune di Benevento fondano le loro speranze per un futuro migliore. Addirittura si vorrebbero penalizzare le operatrici degli asili nido e togliere loro anche le indennità di istituto. Una vergogna assoluta e permanente da parte della rappresentanza sindacale aziendale e provinciale che ad ogni riunione tira fuori argomenti nuovi per tirare a campare e non assumere responsabilità decisionali”.
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