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Roma, (Apcom) 28 maggio 2009
- I salari dei lavoratori sono fermi da 15 anni: dal 1993 a oggi il fisco si è portato a casa 6.738 euro in più per ogni lavoratore, una cifra determinata dall'aumento delle entrate tributarie e dal fiscal drag. Lo Stato ha incassato così 112 miliardi di euro. Le retribuzioni nette sono aumentate di 3,5 punti percentuali in meno rispetto alle retribuzioni lorde, per cui i salari reali non hanno conosciuto alcun aumento del loro potere d'acquisto. Lo rileva il rapporto sui diritti globali, giunto alla sua settima edizione e realizzato su un progetto di Cgil, Arci, ActionAid, Antigone, Cnca, Forum ambientalista, gruppo Abele e Legambiente.
Tra il 1993 e il 2008 su 14,3 punti di maggiore produttività solo 3,8 sono andati ai lavoratori: quindi solo il 27% della produttività reale è andato al lavoro. La Cgil chiede 100 euro in più nelle buste paga di tutti i lavoratori a partire dal 2010, da ottenere attraverso detrazioni fiscali. In questi anni è andata meglio ai manager. Trent'anni fa, la retribuzione media di un amministratore delegato era superiore di 35 volte a quella di un lavoratore dipendente. Nel 2007 il rapporto era salito a 344 volte.
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