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Visualizza articolo: Titoli di Stato nell'occhio del ciclone

Giornale Alessandria 26 Magio 2009

I cittadini inglesi e americani temono per i propri risparmi e investimenti: la crisi economica ha colpito anche i sistemi bancari più solidi dei paesi sviluppati. Il temuto declassamento dei Titoli di Stato ha colpito anche paesi molto forti economicamente, come l'Inghilterra e gli Stati Uniti, generando preoccupazione e sfiducia tra i cittadini.

Il dollaro scivola, all'orizzonte un pericolo recessione, e il deficit previsto del 10% potrebbe incidere sul Pil degli USA. Stesso scenario negativo anche in Gran Bretagna, dove i consumi, per la prima volta dal 1980, sono in caduta libera e gli stipendi si sono già ridotti di un punto percentuale.

Un panorama decisamente preoccupante che potrebbe coinvolgere anche altri stati. Alberto Martinotti, Direttore della Banca D'Alba di Alessandria prospetta uno scenario più rassicurante per l'Italia "I problemi che hanno travolto l'economia inglese e americana non giungono come un fulmine a ciel sereno, era una notizia ormai ampiamente attesa dai mercati.
Evidentemente l'incremento delle emissioni di titoli pubblici poste in essere per sostenere il sistema finanziario dei vari paesi è andato anche ed inevitabilmente ad incidere sul rapporto deficit/PIL dei paesi più industrializzati.

L'espansione del debito comporta normalmente un minor grado di solvibilità dei debitori, senza pero' che lo stesso si traduca automaticamente nell'incapacità di far fronte ai propri impegni. Se in linea teorica ogni scenario e' possibile, nei fatti tutti gli organismi internazionali stanno operando e si sono mossi per stabilizzare la tenuta economica del sistema finanziario globale. Discorso analogo vale per il nostro paese dove un'attenta politica economica ha fatto si' che la fase piu' acuta delle tensioni sia stata ampiamente superata.

Ad oggi nessuno ipotizza che il nostro paese non sia in grado di onorare il pagamento dei propri titoli pubblici che restano certamente uno degli approdi piu' sicuri per i risparmiatori. Si e' assistito infatti in questi mesi ad una normalizzazione degli scambi sia sul mercato interbancario che su quello dei titoli di stato frutto di un insieme di politiche coordinate dei vari paesi. Peraltro colgo l'occasione per evidenziare la tranquillità che caratterizza il sistema bancario ed il debito delle banche italiane con particolare evidenza per la tenuta e la solvibilità di quelle minori, lontane dai problemi che hanno caratterizzato i grandi istituti, in particolare stranieri. In estrema sintesi: non si vedono, all'attualità, problemi in vista per i portatori di titoli di stato italiani".



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