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Visualizza articolo: Province, crisi economica, immigrazione: da Parma Casini critica Berlusconi

Gazzetta di Parma 22 maggio 2009

Dopo le ultime affermazioni di Berlusconi sul Parlamento, il leader dell'Unione di centro Pier Ferdinando Casini lo sfida a ridurre davvero il numero dei parlamentari. Dal palco di Parma, dove ha partecipato a un incontro con il candidato alla presidenza della Provincia Mauro Libè, Casini sfida il premier a farlo davvero, che propone di ridurre gli “onorevoli” da 630 a 100.
«Berlusconi in ogni campagna elettorale se ne inventa una - ha detto il leader dell’Udc rispondendo ai giornalisti -. L’ultima volta parlava di abolizione delle Province e infatti andiamo a votare per le Province e sono tutt'altro che abolite. Adesso pensa di ridurre il numero dei parlamentari. Bene. Che li riduca. Noi votiamo a favore, ma lo sfidiamo a fare subito questa proposta ufficialmente in Parlamento».

"DA SOLI NELLE PROVINCE, E' PIU' COERENTE". «Corriamo da soli perché è una scelta coerente con quanto abbiamo fatto alle politiche». Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha ribadito così, nel suo comizio di Parma, per quale motivo il suo partito abbia deciso di presentarsi da solo alle elezioni in 51 province italiane. «Ogni tanto - ha aggiunto il leader nazionale dell'Udc - vorremmo che in questo Paese si passasse dalle parole ai fatti. Ci sono troppe chiacchiere, oggi sui parlamentari, ieri proprio sulle Province: noi vogliamo invece continuare a parlare di cose concrete come il quoziente familiare, che Berlusconi ha promesso in campagna elettorale, di provvedimenti per le piccole e medie imprese e per gli artigiani e commercianti che ormai hanno studi di settore impossibili da sostenere. Ci sono molte questioni poste, ma oramai si risponde sempre con gli slogan, mai con i fatti concreti».
E i ballottaggi? «In una competizione l’imperativo è vincere, ha risposto Casini. Dopo, se non si vince, ci sarà la subordinata, ma guai a partire dalle subordinate perché si va nel fosso. Noi puntiamo a vincere o ad andare al ballottaggio. Il resto non esiste».

"L'OTTIMISMO? AL SUPERMERCATO NON SI PAGA CON QUELLO". «Diciamo la verità, per il nostro presidente del Consiglio la crisi non c'è, bisogna solo avere ottimismo. Io invito tutte le donne ad andare al supermercato e a pagare alla cassa con l’ottimismo». Pier Ferdinando Casini ha criticato con queste parole l’atteggiamento del Governo sulla crisi economica.
«Noi vogliamo un Governo che agisca davvero contro la crisi - ha proseguito Casini -. Oggi invece si parla di investire in infrastrutture ma non si riesce a capire dove sono i soldi e dovremmo andare a "Chi l’ha visto" per capire dove sono finiti: prima sono sul ponte di Messina, poi vanno in Abruzzo e poi ovviamente spariscono. La verità - ha concluso il leader dell'Udc - è che i fondi non ci sono perché il nostro governo spera solo che passi la nottata, che la crisi passi da sola».

"LA SOCIETA' E' GIA' MULTIETNICA". Nel discorso di Pier Ferdinando Casini non manca un riferimento a un altro tema caldo di questi giorni: l'immigrazione. E anche in questo caso il politico non ha risparmiato critiche a Berlusconi. «Non ha senso dire no alla società multietnica», «noi non vogliamo dire "assolutamente no" ad una cosa che c'è già», ha detto Casini. «Quando ho letto le parole di Berlusconi - ha proseguito - ho pensato che, forse, non ha mai visitato la cucina di casa sua. La società multietnica c'è già: sono i nostri bambini che affidiamo a ragazze straniere che consideriamo persone di casa, sono gli extracomunitari che lavorano con i nostri anziani, con i giovani disabili. Molti di loro aprono e chiudono le nostre fabbriche: se non ci fossero l’Italia si fermerebbe».
«Noi vogliamo ovviamente il rispetto della legalità - ha aggiunto il leader dell'Udc - ma non si può dire no ad un evento che è già accaduto. Il problema vero è che la nostra è una società dove gli italiani non fanno più figli. E lo possiamo chiedere a quelle donne che lavorano, che devono curare la casa e che spesso sono sole? Noi dobbiamo fare una politica vera della famiglia. Chi è leader di un Paese non può non porsi il problema della denatalità, di un Paese che vedrà in futuro gli italiani sempre più minoritari».

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