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CittadinoLex 21 Maggio 2009
Riforme contro la crisi, rilancio della produttività e dei salari, un appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a mettere a frutto il patrimonio di consenso. Una relazione ancora preoccupata delle cose ancora da fare, tesa sull’analisi dei molti problemi ma non pessimista, quella della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia all’assemblea 2009.
Riforme e ripresa – Se non ci saranno le urgenti riforme la possibilità di una ripresa del sistema economico si allungherà negli anni, forse fino al 2013. Questo non vuol dire che anche quest’anno non ci saranno i primi segnali dell’inizio del superamento della crisi.
Un’industria ancora forte – L’Italia ha le forze per riprendersi ma tutti debbono fare la loro parte: dalla politica alle banche, dagli imprenditori ai lavoratori. Il sistema va rinnovato e la crisi non può essere un alibi per non muoversi subito.
Risorse – Oltre le riforme ci devono essere le risorse, occorre finanziare le opere pubbliche rapidamente cantierabili, potenziare gli ammortizzatori sociali, rafforzare le garanzie sui prestiti alle imprese, sostenere la patrimonializzazione delle aziende.
Lo Stato faccia il suo mestiere – Lo Stato non deve fare l’imprenditore, ma deve rimettere in carreggiata le economie e ridefinire le regole. Il mestiere di imprenditore tocca all’impresa. Sarebbe un tragico errore pensare che la crisi apra una nuova epoca, nella quale sia la politica, per riaffermare la propria supremazia, ad indicare le priorità nell'allocazione delle risorse, a condurre lo sviluppo, a scegliere le nuove tecnologie e i vincitori della competizione". Coesione sociale – Un altro pilastro per uscire fuori dall’emergenza è la coesione sociale, che è un patrimonio del Paese, perché solo uniti si potrà di nuovo crescere. Questo vale anche per i rapporti con i sindacati e per la Cgil: Auspico che la Cgil torni presto a operare insieme a noi per il bene del paese, per il bene dei lavoratori. Spero che sappia riconoscere onestamente i risultati che conseguiremo per la produttività e le buste paga".
Tifare Fiat – La Fiat si battendo a livello mondiale per affermare l’emblema del Made in Italy. Se la Fiat si affermerà tra i pochi gruppi mondiali sarà uno straordinario risultato per tutto il Paese. Ma perché imprese, produttività e salari decollino la politica deve “svecchiare il paese ed eliminare le incrostazioni corporative che penalizzano il rischio, il merito e il futuro dei giovani".
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