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Roma, (TMNews) 14 Febbraio 2012
- "Quello che non ci piace a livello nazionale è la determinazione ad andare avanti sulla riforma del mercato del lavoro con un sistema che è più quello della consultazione, anzichè della concertazione". Lo afferma il segretario generale della Uilm Rocco Palombella su "Fabbrica società".
"Quando le parti coinvolte nel corso della trattativa hanno momenti di frizione, pare, per percezione indiretta, che l'esecutivo possa andare avanti anche senza il consenso delle parti sociali. Ed in questi frangenti non apprezziamo che si sussurri eccessivamente del ricorso a flessibilità in uscita, o alla riduzione degli ammortizzatori sociali tradizionali. Se la crisi è quella di cui abbiamo spesso parlato, la si supera in questa fase recessiva - ha osservato - tenendo collegati i lavoratori ai loro posti di lavoro mediante l'applicazione degli ammortizzatori sociali tradizionali. I giovani che non hanno posti di lavoro a tempo determinato vanno tutelati con appositi ammortizzatori, ma non è possibile che per darli agli "outsider" li debbano togliere agli "insider".
"Noi desideriamo che la crescita avvenga con l'espansione della produzione manifatturiera sul territorio nazionale; mediante la crescita dei salari attraverso il riconoscimento di merito e produttività; attraverso una produzione caratterizzata da un miglior utilizzo degli impianti industriali. Queste condizioni - ha aggiunto - si realizzano firmando intese come abbiamo fatto e come faremo per i rinnovi contrattuali vigenti fino a dicembre 2015. Ecco, perché quando guardiamo oltre la crisi cominciamo a circoscrivere tempi e modi di realizzazione. Non è ottimismo consolatorio, ma anelito di certezza e sguardo dell'intelletto. C'è anche un po' di cuore, ma è il simbolo di quell'ardore necessario per uscire dall'immobilismo. Quindi, nessuna intenzione profetica, ma fiducia sulla leva di forze che custodiamo e su cui contiamo. Oltre la crisi ci siamo noi".
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