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..Roma, (Labitalia) 10 Febbraio 2012
- Se il datore di lavoro decide di assumere personale a tempo pieno, ci sono delle regole da rispettare nei confronti dei preesistenti contratti part time dell'azienda, e occorre stabilire il 'diritto di precedenza' all'assunzione, analizzando tre parametri fondamentali: la norma di legge (dlgs 61/2000 e successive), il contratto collettivo di lavoro applicato e il contratto individuale di lavoro sottoscritto fra le parti. Lo spiega la Fondazione Studi consulenti del lavoro nel parere n.3 emesso oggi.
Bisogna però, aggiungono i consulenti, anche fare riferimento al momento in cui le nuove assunzioni sono state effettuate e verificare se i contratti individuali prevedono tale diritto. Per le nuove assunzioni effettuate prima del 10 settembre 2003, infatti, il diritto di precedenza di trasformazione da part time a full time era tutelato per legge nel caso di nuove assunzioni a tempo pieno. Nel caso di nuove assunzioni a tempo parziale, era previsto solo l'obbligo di informazione e l'eventuale rifiuto andava adeguatamente motivato.
Per le nuove assunzioni effettuate fra il 10 settembre 2003 e il 31 dicembre 2007, il diritto di precedenza per la trasformazione da part time a full time in caso di nuove assunzioni a tempo pieno opera solo se previsto dal contratto individuale. In caso di di nuove assunzioni a tempo parziale, resta un obbligo di informazione per il datore di lavoro che va attuato secondo le previsioni del contratto nazionale di lavoro. Viene eliminato l'obbligo di motivare adeguatamente il rifiuto.
Per le nuove assunzioni effettuate dopo il 1° gennaio 2008, viene reintrodotto un diritto di precedenza tutelato per legge, ma opera solo per i lavoratori che hanno trasformato, in corso di rapporto, il loro orario da full time in part time, ai quali invece precedentemente era riconosciuto solo un diritto di priorità.
"Fermi restando i criteri oggettivi (anzianità, carichi familiari, ubicazione geografica del posto di lavoro, famiglia monoparentale) -suggeriscono i consulenti- dovendo fare una graduatoria si ritiene vadano privilegiati in primis coloro che abbiano trasformato il proprio rapporto a tempo parziale per effetto di una patologia oncologica".
A seguire, 'il diritto di precedenza' a chi intende tornare a tempo pieno va dato, spiega ancora il parere, "ai casi di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, assistenza di una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa, che assuma connotazione di gravità come previsto dalla legge 104/92, alla quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100%, con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, presenza di un figlio convivente di età non superiore agli anni tredici o con figlio convivente portatore di handicap) per finire a tutti gli altri (es. assunti con contratto a tempo parziale con previsione nel contratto individuale)".
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