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Visualizza articolo: Industria: Scudiere (Cgil), Istat conferma allarme

Rassegna.it 10 Febbraio 2012

“I dati dimostrano ancora una volta tutta la debolezza del nostro sistema industriale che - in assenza di politiche adeguate per uscire dalla crisi e di politiche che salvaguardino salari e pensioni nella recessione - rischia di peggiorare sempre di più”. Lo afferma Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil con delega alle politiche industriali, che commenta i dati diffusi oggi (10 febbraio) dall'Istituto di statistica sull'andamento della produzione industriale.

Guardando ai dati grezzi della produzione industriale nella media del 2011, l'Istat registra un calo (-0,8%); dopo un 2010 in ripresa (arrivato a seguito del tonfo del 18,8% del 2009), lo scorso anno ha segnato invece un nuovo arresto, dovuto al peggioramento che si è verificato nell'ultima parte dell'anno, in particolare dopo il mese di agosto.


Secondo Scudiere, anche se i dati sono parziali perché si riferiscono all'andamento dell'anno, dimostrano comunque che pur di poco le uniche produzioni che galleggiano ancora nella crisi sono quelle ad alto valore aggiunto e tecnologico, mentre risultano in calo le produzioni energetiche e in generale quelle legate ai consumi. Si tratta di una tendenza che dimostra appunto ancora una volta quanto sia urgente – spiega sempre Scudiere - “definire un Piano delle politiche industriali che salvaguardando le aziende a partecipazione pubblica e sostenendo le piccole e medie imprese, accompagni il paese fuori da una crisi epocale”.

“In assenza di questo Piano e di queste politiche – dice il dirigente della Cgil – l'Italia rischia di diventare in Europa il paese delle produzioni povere e a bassi salari e bassissimo valore aggiunto. E' la politica della crescita, accompagnata da adeguate misure che garantiscano occupazione per i giovani e le donne in particolare che può dare la svolta in una situazione sempre più drammatica in cui le centinaia di aziende in cassa integrazione e le migliaia di lavoratori coinvolti non vedono spiragli”.

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