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(ASCA) - Roma, 3 Gennaio 2012
- ''Nella storia del sindacato non eravamo mai stati cosi' uniti. In questo momento la nazione ha bisogno che tutte le confederazioni agiscano in modo coeso''. Giovanni Centrella, leader dell'Ugl, non nasconde la soddisfazione per aver registrato ''la svolta'' nell'attivita' del governo e in una intervista al Secolo d'Italia rileva che la telefonata ricevuta dal premier Mario Monti ''e' stata inaspettata. Mi ha colpito il tono cordiale e propositivo''.
Centrella poi sottolinea che sull'apertura di Monti ''rutengo abbia influito la nostra determinazione e la nostra coesione. Non si gioca sulla pelle dei lavoratori e dei pensionati. Dopo la manovra lacrime e sangue la nazione ha bisogno di misure per la crescita, misure che ci chiede l'Europa''. E sul capitolo dell'art. 18, il leader dell'Ugl afferma che ''non e' vero che l'Europa ci chiede l'abolizione dell'art. 18. Questa e' una comunicazione fuorviante.
L'Europa ci chiede una riforma del mercato del lavoro, il che e' un altro paio di maniche''.
''Sull'articolo 18 - continua - siamo contrari a ogni modifica. Non e' vero che modificandolo si crea occupazione e si ottiene maggiore crescita. Occorrono le riforme, ma vanno fatte in modo razionale''.
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