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Visualizza articolo: Disoccupazione in Italia all’8,5%, tra i giovani è al 29,2%

Investire Oggi 06 Dicembre 2011

IN AUMENTO IL DATO A OTTOBRE, MENTRE CRESCE APPENA L’OCCUPAZIONE – I dati sull’occupazione in Italia sono in chiaroscuro, perchè presentano alcuni punti certamente da non sottovalutare in positivo, mentre altri sono decisamente allarmanti. Il dato di partenza è il livello di disoccupazione, che ad ottobre è risalito all’8,5%, dall’8,3% di settembre e in aumento anche sul piano tendenziale, ossia facendo riferimento al mese di ottobre del 2010, quando si era attestato all’8,4%. (Italia: sale disoccupazione, boom tra i giovani).

Facendo una comparazione con la situazione nel resto d’Europa, ci si accorge che il dato in sè non è negativo, in quanto inferiore sia al tasso medio di disoccupazione dell’Area Euro che della UE-27. Nel primo caso, i senza lavoro sono pari al 10,3% ad ottobre, in aumento dal 10,2% di settembre.(Zona Euro: sale disoccupazione nel mese di ottobre)

Nell’intera Unione, invece, il tasso è del 9,8% contro il 9,7% di settembre.

Dunque, il trend italiano sembra seguire sostanzialmente quello europeo, con un lieve peggioramento in termini congiunturali. Tuttavia, effettuare un confronto molto concreto tra stato a stato non è semplice, perchè incidono vari fattori sul tasso di disoccupazione, rendendole non sempre perfettamente comparabile in diversi contesti. Ad esempio, andrebbe analizzata l’incidenza dello strumento della cassa integrazione, che ha come conseguenza immediata il mantenimento del posto di lavoro, quando altrove lo si perderebbe, risultando disoccupati.

C’è poi la questione ben più strutturale del tasso di occupazione, ossia del numero di coloro che lavorano o cercano attivamente un lavoro. Ad ottobre, in Italia, il tasso è rimasto di fatto invariato rispetto a settembre, al 56,9%, ma in crescita dello 0,1% sullo stesso mese del 2010.

In Europa, i livelli di occupazione sono ben più alti e questo significa che in Italia, specie al sud, molti non cercano lavoro (giovani, donne), sfiduciati dalle condizioni avverse del mercato, non risultando così disoccupati, ma semplicemente “inattivi”.

Approfondendo l’analisi sull’occupazione, è risultato che il mese di ottobre vi è stato un calo della componente maschile (-0,5%), mentre l’occupazione femminile ha subito un incremento non indifferente (+0,8%). Gli inattivi, invece, sono scesi al 37,8% dal 37,9%, segnando una contrazione di 60 mila unità.

Quest’ultimo dato è positivo, perchè indica che più persone partecipano al mercato del lavoro e ciò sarebbe la conseguenza di un maggiore ottimismo sulle possibilità di trovare lavoro, sebbene il contesto effettivo non sia poi così favorevole.

Drammatica, invece, la situazione per i giovani tra i 15 e i 24 anni. Il tasso di disoccupazione risulta al 29,2%, in discesa dello 0,1% sul mese di settembre, ma in crescita dell’1,5% sul mese di ottobre 2010. Rispetto alla media europea, i valori sono superiori di una decina di punti percentuali.

In termini numerici, a ottobre risultano complessivamente disoccupati 2,134 milioni di persone, mentre sono occupati 22,913 milioni.

Quanto alle previsioni, esse non sono incoraggianti, per via del peggioramento del contesto economico europeo, che sta vedendo esaurirsi quasi del tutto la spinta alla crescita, che si era registrata sin dalla seconda metà del 2009, dopo la recessione internazionale.

Per l’Italia, ad esempio, sarebbe già un miracolo se il prossimo anno riuscisse a mantenere gli stessi livelli di disoccupazione, dato che il Paese è dato in recessione dello 0,5%.

Già la scorsa settimana, il commissario europeo agli affari monetari, Olli Rehn, in visita in Italia, dove ha incontrato il premier Mario Monti per discutere delle misure italiane sul fronte del risanamento e la crescita, ha chiarito che il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire in Europa e il tasso dovrebbe essere molto alto soprattutto tra i giovani, definendo uno “spreco di talenti” una simile situazione.

Il governo Berlusconi, come ultimo atto, aveva approvato un maxi-emendamento alla legge di stabilità, che tra le altre cose prevede misure a sostegno dell’occupazione giovanile e femminile, soprattutto al sud, con incentivi al telelavoro e per il contratto di apprendistato, quest’ultimo totalmente sgravato da oneri contributivi per i primi tre anni. (DDL Stabilità 2011: focus sui punti del Maxiemendamento approvato al Senato)

Anche l’attuale esecutivo dovrebbe approvare misure incentivanti l’occupazione, probabilmente per via Irap. Si spera che l’effetto congiunto di questi provvedimenti possa quanto meno attutire il colpo della recessione economica forse già in atto.

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