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York, (TMNews) 30 Novembre 2011
- Fiat, come ogni altra azienda a livello globale, "deve essere in grado di affidarsi a condizioni minime di competitività, quelle che ci mettono a confronto con i nostri concorrenti". Lo ha detto l'amministratore delegato di Chrysler e Fiat Sergio Marchionne parlando da Washington durante la conferenza organizzata dal Council for the United States and Italy.
Gli accordi sindacali che sono stati siglati andavano in questo senso, ha spiegato Marchionne, sottolineando tuttavia che "il vero problema è lì fin dall'inizio" e che la Fiom "è sempre partita da una posizione antagonista, più preoccupata di proteggere il proprio potere che non gli interessi collettivi". Il numero uno del Lingotto ha inoltre sottolineato che la Fiom "è sempre stata più un'organizzazione politica che un sindacato".
"Sono stato accusato di essere anti-italiano. Sono accuse semplicemente assurde", ha detto Marchionne, sottolineando che un sindacato che rappresenta solo circa il 12% dei lavoratori, "vuole che sia confermato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, un contratto sindacale generico che risale al 1927 ed era stato redatto nell'epoca fascista".
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