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il capoluogo 28 Novembre 2011
L'Aquila, 28 nov 2011 - Una deroga al Patto di stabilità per L'Aquila e per il cratere sismico, e una deroga alle norme che regolano il turn over nel pubblico impiego. E' quanto chiesto al governo centrale dalla Cgil provinciale, in allarme per la «grave situazione in cui si trova il pubblico impiego». Il 30 novembre si terrà nella sede provinciale della Cgil, in via Saragat, un’assemblea dei lavoratori pubblici, dalle 9 alle 13, dal titolo "Ricostruiamo il lavoro pubblico all'Aquila. Lughi, tempi e precarietà nella città che non c'è".
Nel corso del dibattito verranno affrontati i problemi del pubblico impiego e dei servizi affidati alle cooperative sociali, con un'attenzione particolare al precariato.
Il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti questa mattina ha illustrato la situazione, «peggiorata all'Aquila dopo il sisma».
«A due anni e mezzo dal terremoto riteniamo che i problemi principali del pubblico impiego», ha aggiunto Trasatti, «siano ancora irrisolti. Tra questi c'èla scarsa vivibilità e funzionalità delle sedi di lavoro. Ci sono circa 48 sedi in tutto sparpagliate nella periferia aquilana. Per non contare quelle degli altri Comuni. Una situazione logistica da risolvere al più presto per rendere più fruibili i servizi pubblici da parte dei cittadini».
C'è poi il nodo del precariato. La situazione, già pesante prima del terremoto, ora è diventata, secondo il segretario generale della Funzione pubblica, Dario Angelucci, presente alla conferenza stampa, «insopportabile e da risolvere con l'aiuto del nuovo governo».
All'assemblea di mercoledì sarà presente anche la segretaria generale della Funzione pubblica della Cgil, Rossana Dettori. A lei il sindacato aquilano chiederà di farsi da tramite con la Cgil nazionale per chieder un aiuto concreto a risolvere la questione precariato all'Aquila. L'obiettivo è far comprendere al governo Monti, con il quale si sta ancora cercando un interlocutore, l'importanza per il capoluogo di regione colpito dal sisma di una deroga al Patto di stabilità per la rinascita sociale e per la ricostruzione.
Sono tante, infatti, le pratiche e le attività di funzione pubblica che tanti precari svolgono ogni gionro all'interno dei Comuni del cratere legate alla ricostruzione. Tanti di loro sono stati assunti con contratti a progetto con la copertura di un'Ordinanza della presidenza del consiglio dei ministri.
Ma un mese fa circa un'altra ordinanza ha informato le amministrazioni che quella copertura è stata dimezzata. Solo nel Comune e nella Provincia il 31 dicembre scadono inoltre 220 contratti. Come copriranno le spese i Comuni, che hanno le casse vuote anche in seguito ell'abolizione del'Ici?
«Con questa iniziativa», ha spiegato Trasatti, «proponiamo una nostra idea almeno per quanto riguarda il futuro del lavoro pubblico, che rappresentava e rappresenta comunque una realtà importante per L'Aquila. Pensiamo che sia di fondamentale importanza ricostruire il lavoro pubblico in questa città. La Funzione pubblica della Cgil pensa, inoltre, che ci sia bisogno di un progetto organico che preveda la ricollocazione degli uffici in prossimità del centro storico in modo che possa cominciare a riacquistare la propria funzione e che possa ritornare la vita nelle sue strade».
Ferdinando Lattanzi della segretria provinciale della Cgil, ha poi ricordato che il 14 novembre sono scaduti 30 contratti a tempo determinato stipulati dalla Provincia in virtù di una Opcm che ha operato una riduzione, rispetto al finanziamento del 2010.
«Se questi lavoratori andranno a casa», ha aggiunto Angeucci, «si bloccherà buona parte della macchina amministrativa e i cittadini non avranno più neppure quei servizi minimi indispensabili per tirare avanti in questa città. Questo significa che la ricostruzione che già procede a rilento si fermerà».
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