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BERNA - 03 Novembre 2011
I negoziati sul contratto nazionale mantello (CNM) nel settore della costruzione, che scade alla fine dell'anno, sono falliti. I sindacati accusano il padronato di essersi tirato indietro sul compromesso da esso stesso elaborato e annunciano misure di lotta.
La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) aveva ad esempio proposto un'assicurazione in caso di intemperie che avrebbe permesso agli operai di interrompere il lavoro qualora la loro salute fosse in pericolo senza essere penalizzati finanziariamente.
Ma questa soluzione, frutto di mesi di trattative, è stata ritirata, scrivono Unia e Syna in un comunicato odierno. Secondo i sindacati la SSIC giustifica questo voltafaccia con la mancanza di tempo per informare i propri membri.
Nell'incontro di ieri il padronato ha anche fatto retromarcia sugli aumenti salariali, afferma la nota. Gli impresari costruttori erano d'accordo di accrescere le remunerazioni minime di almeno il 2,2%, ma alla fine si sono limitati a un +1%.
Le parti negoziavano sul CNM da nove mesi. Visto che il vuoto contrattuale «sembra inevitabile» dal 1. gennaio, i sindacati «sono costretti a prepararsi a misure di lotta».
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