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Visualizza articolo: Ancisi (LpRA): "Precariato e trasparenza nella scelta di nuovi soci alla Compagnia Portuale"

ravennza notizie 05 Ottobre 2011

"Il sindaco di Ravenna - sottolinea Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio comunale - fa parte, per legge, del Comitato Portuale di Ravenna, massimo organo di governo dell'Autorità Portuale locale, ente pubblico che "opera per indirizzare, programmare, coordinare, promuovere e controllare le operazioni portuali" (dal sito ufficiale del Porto di Ravenna) e che vigila, tra l'altro, sulle imprese incaricate di svolgere attività di pubblico servizio in ambito portuale, avendo anche, al riguardo, competenza sulla determinazione degli organici.


La Compagnia Portuale di Ravenna svolge importanti servizi portuali, quali: stivaggio e distivaggio di tutte le merci; pulizia di stive, banchine, piazzali e magazzini; gestione di piazzali e magazzini; fornitura e conduzione di trattori per traghetti, spunta e controllo delle merci, fornitura e conduzione di carrelli elevatori ed elettrici, gru mobili, pale meccaniche bob-cat, escavatori speciali modificati per uso nelle stive; conduzione di carri-ponte, gru portuali, trans trainer e di tutti gli impianti di sollevamento, meccanici o pneumatici; movimentazione delle merci pericolose; groupage contenitori.

Per espletare tali servizi, dichiara di avere 450 soci, 14 dipendenti a tempo indeterminato e 100 operatori somministrati dall'agenzia interinale Intempo. Questa agenzia, che ha sede centrale a Livorno ed è leader nel settore portuale, ha dieci filiali in Italia, tra cui due a Ravenna: quella di via Rocca Brancaleone 118 e quella di via Antico Squero, 6, dove è ubicata la Compagnia Portuale, la sola, insieme a quella di Cagliari, costituita "in house", cioè "in casa", a rappresentare lo stretto legame "familiare" tra Compagnia ed Agenzia fornitrice di personale precario, "lavoro e famiglia" si potrebbe dire.

FIGLI DI UN'AGENZIA MINORE
Il rapporto tra la Compagnia Portuale e l'alto suo numero di operatori somministrati dall'agenzia Intempo è notoriamente problematico, fonte di tensioni interne. A rappresentarne la causa prima sono le rilevanti differenze di trattamento tra i soci e i dipendenti, da una parte, e gli interinali dall'altra. Questi lavorano gomito a gomito con quelli, spesso effettuando lo stesso lavoro, con la sola differenza che la loro busta paga è confezionata dall'Agenzia.

Per dare un'idea del problema, riporto, al riguardo, una nota che ho richiesto a persona informata: "Gli interinali hanno un contratto a tempo determinato di due giornate a settimana, appena otto mensili. Di conseguenza, se un interinale ha un periodo di malattia gli vengono pagati soltanto i due giorni garantiti per contratto (cioè il martedì e il sabato). Per esempio, se si ammala da mercoledì a venerdì non gli viene corrisposto nulla da parte di Intempo. Avendo questo tipo di contratto, nel caso di un calo di lavoro è il primo ad essere lasciato a casa con la giornata libera. Un dipendente a tempo indeterminato ha 26 giornate mensili garantite e quindi può permettersi di stare a casa se malato, in quanto la malattia gli è riconosciuta. Un socio è messo ancora meglio.

Ad esempio, può decidere di rifiutarsi di svolgere le mansioni che non gradisce, evitando di conseguenza i cosiddetti 'lavoracci' e i lavori più pericolosi tipo l'imbarco/sbarco dell'espresso Catania (in cui morì, purtroppo, il giovane Luca Vertullo il 1° settembre 2006). Ha più indennità di un dipendente, pur non facendo i lavori più sgraditi. Infine, i soci e i dipendenti a tempo indeterminato sono pagati a turno, gli interinali invece a ore. Capita spesso che gli interinali vengano utilizzati per turni di due-tre ore e poi mandati a casa, giusto per ripagarsi la benzina del viaggio. Un lavoratore Intempo non può rifiutare nessun turno di regola".

Già queste macroscopiche "ingiustizie" dovrebbero smuovere la sensibilità di sindacalisti e politici dediti a combattere strenuamente, a parole, le condizioni in cui versa il precariato più maltrattato. Ma così non è, a Ravenna, quando ciò avviene negli ambiti "cooperativi" della sinistra "sociale" dilagati a dismisura a Ravenna.

NUOVI SOCI SELEZIONATI COME?
La situazione è diventata anche più calda nel momento in cui la Compagnia Portuale ha indetto una selezione per scegliere nuovi cinquanta soci.
Tutti gli interinali, insieme ad alcuni dipendenti a tempo indeterminato, si sono precipitati a farne domanda entro il termine fissato del 5 settembre. La selezione avrebbe dovuto tener dei requisiti di esperienza nel lavoro di portuale e della professionalità e abilità di ciascuno. Esclusi gli interinali assunti da Intempo dal 2010 a oggi, deducendo una loro minore esperienza in confronto a quelli assunti prima (anche se l'anzianità di lavoro non sempre ne rappresenta la qualità), la selezione si è quindi ridotta a circa una sessantina di persone.

In questa selezione finale si sarebbero però manifestate, a detta di persone credibili, delle contraddizioni rispetto ai criteri fissati. Infatti, tra i prossimi nuovi soci figurano alcuni giovani assunti l'anno scorso, peraltro giudicati bravi lavoratori, anche vista una loro precedente esperienza nella Compagnia.

Ma il fatto grave sarebbe la scelta di altri interinali, sia pure pochi nel complesso, giudicati poco professionali o "corretti". Alcuni di loro avrebbero ricevuto svariati rapporti disciplinari, per quanto scritti su semplici pezzi di carta, non si sa se formalizzati, comunque noti. Di altri si lamenta che spesso si presentano al lavoro svogliati o addirittura saltano i turni, non presentandosi neppure. Per la massima parte i selezionati sono stimati come abili lavoratori, meritando di figurare tra i prescelti. L'ingiustizia che viene contestata è di aver escluso dall'agognata promozione alcuni che hanno veramente voglia di lavorare, hanno fatto corsi per usare mezzi, hanno preso abilitazioni tramite la Compagnia, o sono addirittura diventati formatori di personale. Tralascio, nell'impossibilità di verifica, indicazioni relative a scelte collegabili a fattori parentali.

Trattandosi di lavoratori che operano in ambito pubblico locale, svolgendo attività di pubblico servizio, trasparenza vorrebbe che si facesse chiarezza, tramite anche l'Autorità Portuale, su due ordini di questione:
1. sul precariato estremo in cui versano in Compagnia Portuale i lavoratori somministrati tramite agenzia interinale, al fine di migliorarne le condizioni di trattamento e di lavoro, o meglio di andare verso il superamento di tali anomali rapporti contrattuali;
2. sulle modalità attraverso cui sono stati selezionati i nuovi 50 soci della Compagnia".

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