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Tiscali Notizie 30 Settembre 2011
Cala ad agosto il tasso di disoccupazione che si attesta al 7,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a luglio e di 0,4 punti percentuali su base annua ma cresce l'allarme per il lavoro dei giovani. Lo rileva l'Istat sottolineando che i disoccupati del mese erano 1.965.000, 36 mila in meno rispetto al luglio e 83 mila in meno rispetto ad un anno prima. La disoccupazione del secondo trimestre cala al 7,8% rispetto all'8,3% del secondo trimestre 2010 (pari a 146mila disoccupati in meno). Per i disoccupati - rileva l'Istat - si torna sotto quota due milioni, ai minimi per quanto riguarda le rilevazioni trimestrali dal secondo trimestre 2009. L'occupazione cresce nel secondo trimestre soprattutto grazie alla presenza al lavoro straniera. Nel periodo aprile-giugno l'occupazione è cresciuta dello 0,4% rispetto al secondo trimestre 2010 (+87mila unità) ma che mentre l'occupazione italiana perde 81mila unità quella straniera avanza di 168mila. Il tasso di occupazione per gli italiani rimane stabile al 56,6% mentre quello degli stranieri è in discesa al 63,5%.L'Istat sottolinea comunque che nonostante il calo della disoccupazione si rafforza quella di lunga durata, ovvero di coloro che cercano lavoro da oltre un anno. Nel secondo trimestre 2009 la disoccupazione di lunga durata era pari al 52,9% del totale dei disoccupati, il dato più alto degli ultimi 18 anni.Prosegue la crescita della disoccupazione dei giovani ad agosto. Il tasso di disoccupazione giovanile del mese scorso è pari infatti al 27,6%, con un aumento congiunturale di 0,1 punti percentuali. Lo comunica l'Istat. Nel secondo trimestre invece il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni scende dal 27,9% del secondo trimestre 2010 al 27,4% del secondo trimestre del 2011. Nonostante l'aumento dell'occupazione complessiva gli occupati a tempo pieno diminuiscono su base annua (-0,2% pari a 32mila unità), mentre aumentano quelli a tempo parziale (+3,4% pari a 119mila unità), ma si tratta - afferma l'Istat - "ancora una volta di part time involontario".In confronto al recente passato la riduzione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato è più contenuta (-0,1 pari a 19mila unità) mentre continua a crescere il numero dei dipendenti a termine (+6,8% pari a 149mila unità) in gran parte nell'industria in senso stretto. Continua a crescere la popolazione inattiva. Il tasso di inattività si porta al 37,9%, quattro decimi di punto in più rispetto all'anno prima. Secondo l'Istat oltre all'effetto scoraggiamento la decisione di non cercare lavoro è legata a motivi di studio per la componente più giovane della popolazione e a motivi familiari soprattutto per le donne. L'industria in senso stretto prosegue il moderato recupero avviatosi nel primo trimestre 2011, registrando un incremento tendenziale dell'1,1% (+50mila unità), concentrato nelle imprese di medio-grandi dimensioni. Il terziario registra un nuovo risultato positivo (+0,9%, pari a 133mila unità), diffuso soprattutto nelle posizioni lavorative dipendenti. Per contro, continua a crescere la popolazione inattiva. Il fenomeno interessa sia coloro che cercano lavoro non attivamente (+38mila unità) e quelli che non cercano ma sono disponibili a lavorare (+17mila unità), sia, e soprattutto, quanti non cercano e non sono disponibili a lavorare (+184mila unità). Il tasso di inattività si porta al 37,9%, quattro decimi di punto in più rispetto a un anno prima. L'aumento degli inattivi deriva dal ritorno alla crescita della componente italiana (+105.000 unità) e dal persistente incremento di quella straniera (+95.000 unità), in particolare femminile.In Europa la disoccupazione resta inchiodata al 10 per cento. Secondo Eurostat ad agosto si è attestata a questo livello per il quarto mese consecutivo. Un valore che resta vicino ai massimi storici toccati a seguito della recessione globale, anche se in termini assoluti il numero dei disoccupati si è assottigliato di 38 mila unità rispetto al mese precedente. Secondo Eurostat nell'Unione valutaria si contano 15 milioni e 739 mila disoccupati. Guadando a tutta l'Unione europea a 27 i disoccupati salgono a 22 milioni 785 mila, anche in questo caso il tasso di disoccupazione è rimasto stabile ad agosto, al 9,5 per cento
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