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Visualizza articolo: Uniti contro il dumping salariale

Ticino News 13 Settembre 2011

Un’iniziativa popolare cantonale contro il dumping salariale. La sta preparando il neonato comitato d’azione contro il dumping salariale
Foto Teleticino
MPS, Verdi, sindacati VPOD, Transfair, e Comitato giù le mani dalle Officine. Uniti contro il dumping salariale. Si è presentato stamani a Bellinzona il comitato d’azione ideato lo scorso giugno dall’MPS con lo scopo di combattere un fenomeno sociale e salariale che sta investendo tutta la Svizzera. Sul banco degli imputati i processi di “liberalizzazione in atto in mezza Europa che tendono ormai da anni – si legge in quello che è stato definito il manifesto del comitato – a mettere in concorrenza i lavoratori di paesi diversi con l’obiettivo di armonizzare verso il basso condizioni salariali e di lavoro”.In sostanza il dumping salariale.

Vera bestia nera dei sindacati, ha detto Raul Ghisletta (VPOD), ma soprattutto dei lavoratori gli ha fatto eco Gianni Frizzo del comitato giù le mani dalle Officine. Obiettivo del comitato d’azione escogitare nuove misure per combattere un fenomeno in espansione.

Il comitato si muoverà su due fronti, ha spiegato Giuseppe Sergi (MPS). “Verso la metà di ottobre scenderemo in piazza per sensibilizzare la popolazione contro questo grave fenomeno. Ma abbiamo anche in cantiere un’iniziativa popolare cantonale nella quale chiederemo il potenziamento dei controlli sul mercato del lavoro con un aumento degli ispettori; e la creazione di una statistica dei salari per capire meglio quel’è la loro evoluzione”.

“Le misure d’accompagnamento alla libera circolazione non sono state sufficienti. È sotto gli occhi di tutti ed ora tutti concordano”, ha detto Sergi. Compito del comitato proporne di nuove, accanto a quelle già esistenti, come l’iniziativa popolare federale per un salario minimo di 4000 franchi. Ma tanto rimane ancora da fare. Anche a livello giuridico. Perché se il mercato del lavoro con gli accordi bilaterali è cambiato, il diritto svizzero è rimasto al palo, ha spiegato Michela Delcò Petralli (Verdi).



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