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Rassegna.it 01 settembre 2011
Salari e stipendi sono fermi al palo. Lo rileva l'Istat che comunica come le retribuzioni contrattuali orarie continuino a restare ferme nel confronto mensile, registrando a luglio una variazione nulla rispetto a giugno, mentre segnano un incremento dell'1,7% rispetto a luglio 2010, periodo in cui però l'inflazione si è attestata al +2,7% annuo. Il rialzo tendenziale delle retribuzione rimane, dunque, nettamente inferiore a quello dei prezzi al consumo.
I settori che presentano gli incrementi più elevati sono: militari-difesa (3,7%), forze dell'ordine (3,5%) e attività dei vigili del fuoco (3,1%). Si registrano, invece, variazioni nulle per ministeri, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e scuola, in conseguenza del blocco della contrattazione nella Pubblica amministrazione.
A luglio, sottolinea inoltre l'Istat, sono stati rinnovati due accordi riguardanti i dipendenti delle aziende municipalizzate del servizio smaltimento rifiuti ed i giornalisti. Nessun accordo è scaduto nel mese. I dipendenti in attesa di rinnovo sono il 33,2%. In media, l'attesa di rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è di 19,4 mesi.
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