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La Gazzetta del Mezzogiorno 31 agosto 2011
Scattano i primi due licenziamenti alla Asl di Foggia. Ma alla fine di ottobre è previsto un esodo di altre 33 unità. Sono tutti medici. Chi si occuperà delle cure? Sta per esplodere in tutta la sua evidenza l’emergenza legata ai medici precari assunti a tempo determinato e per i quali non sarà possibile, stante una sentenza della Corte costituzionale, rinnovare il contratto. I medici in questione, come si ricorderà, erano stati stabilizzati dalla Regione Puglia a dicembre 2007, ma ormai tutti sanno come sia andata a finire con quella previsione. Nel capoluogo dauno i medici hanno ricevuto l’avviso di licenziamento ai primi di agosto.
«Nonostante le ripetute richieste di incontro - incalza Correra, segretario aziendale della Anaao Assomed della Asl di Foggia - nulla si è mosso, dando per scontata la cessazione del rapporto in presenza di una impossibilità di riassunzione. Non siamo stati mai ricevuti per affrontare questo genere di problematica. Comprendiamo perfettamente che la decisione non è nelle mani del direttore generale dell’Asl, ma scaturisce da precise direttive dell’Ente Regione. Ma la ricerca di una soluzione condivisa sarebbe auspicabie non solo per garantire un futuro occupazionale a tanti professionisti, la sicurezza economica alle loro famiglie, ma soprattutto per garantire i livelli essenziali di assistenza che in tale modo verranno irrimediabilmente compromessi» .
I primi due medici, come si è detto, cesseranno il servizio oggi 31 agosto. Gli altri stanno lavorando ancora e lo faranno fino al 31 ottobre. «Noi abbiamo già iniziato le procedure di opposizione al licenziamento, spiega Massimo Correra - Se si manda via questo personale il problema diventa serio. Questi colleghi medici col blocco delle assunzioni e la riduzione dei contratti a tempo determinato non potranno essere sostituiti. Si aprirà una voragine».
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