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RaiNews24 22 Agosto 2011
La Cisl pone i primi paletti. No a interventi su tredicesime e Tfr dei dipendenti pubblici in manovra, sostiene il segretario generale Raffaele Bonanni intervistato da "ilsussidiario.net" a poche ore dal suo intervento al Meeting di Rimini.
"Il pubblico impiego - ricorda Bonanni - ha già pagato un prezzo salato durante questa crisi. Non dimentichiamo che i contratti sono stati bloccati dal 2009 al 2013, sono state ritoccate le pensioni per le donne come ci chiedeva l'Europa ed è stato bloccato il turnover. E' inaccettabile ora l'intervento sulle tredicesime e sul Tfr. Noi
abbiamo chiesto che questa norma venga cancellata, garantendo alla contrattazione decentrata la libertà di reperire le risorse al proprio interno e di riorganizzare la Pubblica amministrazione ai fini di una maggiore produttività ed efficienza. Su questo punto non faremo sconti al governo".
Riguardo ai provvedimenti del governo sul mercato del lavoro, il 'numero uno della Cisl' osserva che "hanno recepito le intese delle parti sociali in materia di contrattazione aziendale e produttività". "Noi pensiamo che la legge debba
continuare ad avere un ruolo di sostegno, come è accaduto in questa circostanza, al di là di alcune critiche ingenerose e discutibili. Le materie del lavoro resteranno di competenza degli accordi sindacali. Stiano tranquilli quanti vogliono far politica, strumentalizzando le vicende sindacali".
Passera: è il momento di investire
Di fronte all'attuale difficile situazione economica "sembra si stia facendo di tutto per
creare stagnazione, ma lo sviluppo, quello buono, sostenibile, che crea occupazione, è possibile ed è alla nostra portata", dice al Meeting di Rimini il consigliere delegato di Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera.
"Dobbiamo tutti impegnarci - ammonisce - e pretendere che tutti gli altri si impegnino di piu"'. Anche perché, sottolinea, rimanere immobili "potrebbe significare collasso e certamente significherebbe la perdita di molte conquiste degli
ultimi 60 anni", a partire dal welfare. Eppure, puntualizza Passera, "si sta facendo di tutto per creare stagnazione: tanta austerità, tanti tagli e poco investimento sul futuro". Poi, prosegue nuovamente, "manca un progetto di economia e di società. La sensazione - conclude Passera - è di tutti contro tutti: manca un'unità di intenti
per affrontare in modo programmatico e coeso le difficoltà e questo porta ad immobilismo".
Si possono chiedere sacrifici al Paese solo se si incide di piu' nella lotta all'evasione
fiscale, ha detto Passera parlando al Meeting di Rimini. "Dobbiamo lavorare sull'evasione fiscale, sapendo che le persone e imprese oneste si sentono letteralmente strangolate". Questo "forse può non bastare e forse saranno necessari sacrifici straordinari, una tantum, ma sono accettabili se vengono inquadrati in un progetto, in una prospettiva di sviluppo", ha sottolineato riferendosi anche alle misure mese in campo dal governo con la manovra.
Passera chiede anche una "revisione rigorosa di tutte le spese" e "tra queste certamente i costi diretti e indiretti della politica" e "una riforma fiscale a favore di lavoro, impresa e crescita".
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