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Il Secolo XIX 26 Agosto 2011
Genova - È il suq del “ruolo”. È il mercato delle cattedre definitive. Insomma un posto fisso nella scuola, dopo anni di precariato. Una baraonda di oltre mille persone - età media quarant’anni , volti su cui si leggono storie indicibili di attesa - per 432 posti di ruolo in tutta la Liguria. Durerà tre giorni, lascerà a terra, almeno mille persone che a quel punto dovranno sperare in una supplenza. Uno stipendio per qualche mese. Senza ferie pagate.
Nell’era della tecnologia questo assembramento di gente sudata, vicina al malore - in preda all’ansia, alla delusione o alla gioia - è la fotografia dello stato stesso della Scuola. Uno stato di arretramento. «Almeno ci fossero delle seggiole» sbuffa un’aspirante prof di Imperia disposta a venire a Genova purchessia un posto fisso. Le storie si intrecciano nell’anticamera del palazzo di via Assarotti(dove in bacheca c’è una locandina dello spettacolo “Aspettando Godot” del novembre scorso, ma di inquietante attualità) e ognuna traccia destini molto dissimili.
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