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Ticinonline 26 Luglio 2011
ZURIGO/LUGANO - UBS intende tagliare posti di lavoro nell’ambito del suo programma di risparmi per 1,5 - 2 miliardi di franchi, ma sono andate deluse le attese sul volume dei licenziamenti che erano stati indicati nei giorni scorsi da fonti riservate interne alla banca in circa 5000 unità.
Niente numeri - Tom Naratil, responsabile finanziario di UBS, si è limitato a dichiarare che l'entità della riduzione del personale in questo momento non è definibile, pur sottolineando che tutte le unità sarebbero interessate dal programma di riduzione dei costi. I dettagli dei nuovi obiettivi saranno annunciati nel mese di novembre, ha aggiunto. Il secondo trimestre è andato piuttosto male per Ubs con l'utile netto diminuito del 49% a un miliardo di franchi, più di quanto atteso dagli analisti che pensavano a 1,2 miliardi. La prima banca svizzera, e terza al mondo nella gestione patrimoniale, ne dà la colpa alle normative più rigide, al (solito) contesto economico difficile e al rafforzamento del franco svizzero, oltre al calo della sua banca d'affari.
L'analisi dell'Istituto - Secondo un comunicato dell’Istituto, la situazione può essere così sintetizzata: nella gestione patrimoniale l'UBS ha registrato un incremento degli utili "nonostante l'accresciuta avversione al rischio e la minore operatività della clientela", indica la banca nel bilancio trimestrale pubblicato oggi.
Wealth Management, la gestione dei beni della clientela facoltosa al di fuori degli USA, ha raggiunto un utile ante imposte di 672 milioni di franchi, in crescita del 4% rispetto al primo trimestre. I proventi dell'unità sono diminuiti del 3% a 1,87 miliardi di franchi, calo più che compensato dalla riduzione dei costi.
La raccolta netta di capitali, pari a 5,6 miliardi, è stata positiva per il quarto trimestre consecutivo. Nel primo trimestre l'afflusso netto si era fissato a 11,1 miliardi. Sono stati registrati afflussi netti nella regione Asia-Pacifico e nei mercati emergenti, nonché dal segmento degli ultra ricchi (ultra high net worth, UHNW) su scala globale. Gli affari nel Vecchio Continente hanno fatto segnare una raccolta netta di denaro, mentre l'attività transfrontaliera europea ha registrato deflussi netti, principalmente per quanto riguarda le attività legate ai paesi confinanti.
Wealth Management Americas ha dal canto suo archiviato il secondo trimestre con un utile ante imposte di 140 milioni, rispetto ai 111 milioni dei tre mesi precedenti. I ricavi sono diminuiti del 5% a 1,28 miliardi. Sull'andamento ha influito il tasso di cambio: espressi in dollari, i proventi sono aumentati del 4%.
L'afflusso netto di fondi è stato pari a 2,6 miliardi di franchi, rispetto ai 3,6 miliardi dei tre mesi precedenti. I costi sono diminuiti del 7% a 1,14 miliardi; escludendo l'impatto degli effetti di cambio, sono saliti dell'1%.
L'unità Retail & Corporate - attività con la clientela in Svizzera - ha realizzato un risultato pre tasse di 421 milioni di franchi, in crescita del 4% su base trimestrale, quale effetto di proventi operativi che hanno beneficiato di minori rettifiche di valore per perdite su crediti e di alcuni ricavi straordinari, spiega l'UBS. Gli introiti sono aumentati dell'1% a 974 milioni, a fronte di costi in calo di 10 milioni a 552 milioni.
D'altro canto la divisione Global Asset Management ha raggiunto un utile ante imposte di 108 milioni rispetto ai 124 milioni dei tre mesi precedenti. I proventi sono diminuiti da 496 milioni a 444 milioni. I costi sono scesi da 373 milioni a 337 milioni. Gli afflussi netti complessivi sono stati pari a 1,1 miliardi rispetto ai 5,6 miliardi del trimestre precedente.
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