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Ticino News 24 Luglio 2011
I lavoratori svizzeri potrebbero vedersi abbassare lo stipendio a causa del franco forte. "Temporanei adattamenti del salario non devono essere un tabù", sostiene il direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler, secondo cui per garantire il mantenimento dei posti di lavoro l'industria deve però innanzitutto cercare di aumentare l'orario di lavoro.
"Quando le aziende a causa della riduzione dei margini subiscono perdite devono reagire", afferma Bigler in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale "Sonntag". Nel contempo però devono anche venire incontro alle maestranze quando la situazione economica è favorevole.
Secondo il direttore dell'USAM, che rappresenta le piccole e medie imprese elvetiche, un aumento da 40 a 42 ore settimanali è ragionevole. Ogni ditta è però diversa: servono soluzioni individuali sulla base dei contratti collettivi. Il 53enne è comunque contrario a finanziare il "lavoro supplementare", in analogia al lavoro ridotto, attraverso la cassa disoccupazione. "Si aumenterebbero solo i debiti dell'assicurazione".
Sulla "NZZ am Sonntag" si esprime pure il presidente della stessa USAM, Bruno Zuppiger, che avanza la proposta di accumulare ore straordinarie, che verrebbero poi smaltite quando le condizioni quadro si stabilizzeranno. Zuppiger chiede anche maggiore collaborazione da parte delle banche: se gli istituti approfittano della situazione attuale devono anche essere pronti a sostenere le aziende orientate all'esportazione, per esempio aumentando i limiti di credito o applicando tassi preferenziali
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