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citta la spezia 22 Luglio 2011
La Spezia. Trasparenti e coscienti che la strada per il risanamento dell'azienda è ancora lunga, ma i primi risultati si vedono. E’ questo il messaggio che il Cda di Acam ha voluto lanciare con un incontro che si è tenuto questa mattina nella sede di Via Picco, dopo le recenti polemiche.
"Riserbo e non mancanza di chiarezza", così spiega il presidente di Acam Paolo Garbini l'atteggiamento tenuto in questi mesi dai vertici della multiutilities spezzina. “L’azienda che abbiamo ereditato – ha spiegato Garbini - era in una situazione gravissima con un debito da quattrocento milioni di euro e nessuno si è mai calato in questa realtà.”
Sono stati messi più volte in evidenza i dati relativi dall’insediamento del Cda nel 2008 alla chiusura del bilancio, datata 31 dicembre 2010. Partendo dal numero dei dipendenti che è diminuito "ma senza licenziare nessuno", come spiega l'a.d. Strozzi: "Nel 2008 erano 1.040, a dicembre sono passati a 969.”
Ma il dato a cui Strozzi fa maggiormente riferimento va cercato alla voce 'margine operativo lordo' che evidenzia il reddito di un'azienda basato solo sulla sua gestione caratteristica, al lordo - quindi, di interessi, tasse, deprezzamento di beni e ammortamenti - che nel ‘caso Acam’ dal 2008 ad oggi è passato da 13,6 milioni di euro a 23. Si tratta di un indicatore che attesta la solidità di un’azienda.
Tra i dati messi in evidenza: l’indice Ebit, il reddito operativo aziendale che in due anni, senza contare la svalutazione, è passato dal -8.3 a -6,3 milioni di euro, la posizione finanziaria netta (indebitamento finanziario netto) è passato dal 234 a 244,7 milioni di euro. Il rapporto tra PFN e Ebdta è passato in due anni dal 17,2 al 10,6, anche se il numero di un’azienda ‘sana’ corrisponde all’incirca tra 4 e 6. In quanto alla differenza dei ricavi e dei costi, nel caso Acam si è passati dai 46,7 milioni del 2009 ai 28 milioni del 2010. Per Strozzi questo ultimo elemento significa ‘un elevato indebitamento ed un faro per diminuirlo’.
Nello stilare un primo bilancio dei due anni di lavoro Strozzi ha aggiunto: "Abbiamo cercato di far ripartire Acam, forti dell'atteggiamento responsabile di dipendenti, organizzazioni sindacali e soci."
L’obiettivo è quello di fare ripartire l’azienda e dal canto suo l’intero Cda ha elencato i passi che in due anni hanno portato ad un miglioramento su cui, da come ha specificato Strozzi ‘Riteniamo di aver imboccato la strada giusta, dobbiamo farne ancora molta e non siamo in discesa. Siamo fiduciosi di poter raggiungere l’obbiettivo.”
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