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La Gazzetta del Mezzogiorno 09 Luglio 2011
BARI - Una piattaforma per il lavoro, contro il precariato e per la parità di accesso tra i generi. Si aprono anche in Puglia i tavoli di approfondimento e discussione all’interno del Partito democratico dopo la prima conferenza nazionale per il lavoro di Genova e in vista della festa nazionale Pd dell’economia e del lavoro che si terrà a Bari dal 20 al 25 settembre. Una questione, quella del lavoro, nodale nell’azione di qualsiasi governo prossimo venturo. E il Pd, visto il clima che si è creato nel Paese, conta di essere alla guida dell’ Italia quando ci saranno le prossime elezioni politiche.
Ieri, in un pomeriggio estivo e per la prima volta afoso, se ne è discusso nella sede del Pd di Puglia. Presenti l’onorevole Ludovico Vico, l’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, e il capogruppo Pd alla Regione, Antonio Decaro. Insieme a loro, alcuni tra i «reduci» della delegazione pugliese alla conferenza nazionale di Genova dello scorso 18 giugno. Reduci che qualche motivo di orgoglio possono accamparlo visto che l’ordine del giorno targato Puglia ha trovato decisamente attenzione quando si è trattato di redigere il documento finale.
Pasquale Chieco, responsabile del Lavoro per il Pd regionale, ha riassunto il senso e i risultati dell’incontro di Genova. Risultati per nulla ininfluenti visto che i punti quattro e cinque del documento finale hanno anticipato di una decina di gironi e sostanzialmente sembra siano stati riprodotti «pari pari» nell’accordo sulla contrattazione collettiva raggiunto da Confindustria e dai sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) tornati all’unità. I punti 4 e 5 riguardano il modello contrattuale e la partecipazione e la rappresentanza sindacale con il ritorno alla centralità delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie). Un’intesa sindacale, insomma, che ha contenuti fortemente politici e che, dice Chieco «mette nell’angolo chi voleva, come l’amministratore di Fiat, Marchionne, mettere in un angolo il contratto collettivo nazionale di lavoro, minacciando di uscire da Confindustria».
Un risultato, quello della firma dell’accordo interconfederale del 28 giugno, «per nulla scontato - secondo l’onorevole Vico». Ora, quei temi e quelle rivendicazioni che sono state rivendicate come patrimonio unitario del partito democratico nazionale, vanno riproposte e va data loro dimensione regionale affinché la discussione si adegui a quello che è lo stato dlel’arte in Puglia, regione caratterizzata da numerose vertenze.
Vico è dell’avviso che nel modello pugliese, e di tale rivendicazione deve farsi promotore il Pd di Puglia, vada riattivato il sistema dei distretti industriali. «E poi - dice - va recuperato un rapporto essenziale, quello tra lavoro e impresa. Non possiamo più leggerli in un’ottica di contrapposizione. Piuttosto, si trovino le risorse andando a tassare le rendite e le transazioni finanziarie. Questo è quello che vuole la gente. Questo è quello che dobbiamo essere bravi a proporre».
Tra le innovazioni da introdurre nella piattaforma regionale sul lavoro, per Teresa Zaccaria, responsabile provinciale per le pari opportunità del Pd di Bari, ha chiesto che sia attivato un focus sull’occupazione femminile. le competenze delle donne, che tutti riconoscono, vanno messe a valore. In Puglia, il tasso di occupazione femminile è al 35%, ma in alcune province come Bari si ferma al 30%».
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