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Ticinonline 06 Luglio 2011
A rischio sarebbero altri 500 posti in Svizzera e USA nei settori Private banking e Investment products
LUGANO - UBS intenderebbe tagliare 250 posti di lavoro nel settore del Private banking, in particolare in una grande unità, lanciata solo lo scorso anno, che offre a clienti facoltosi prodotti di tipo investment banking. Lo comunica l’agenzia Dow Jones, secondo le cui fonti si starebbero esaminando possibili tagli nel settore dell’asset management, soprattutto in Svizzera e negli Stati Uniti.
La notizia fa seguito ai tagli già noti nel settore tecnico IT di UBS, circa 500 posti di lavoro nell'informatica a livello mondiale, di cui 200 impieghi a rischio in Svizzera, cui dovrebbe aggiungersi un altro ridimensionamento di circa 250 posti nel comparto dei servizi e prodotti di investimento che occupa circa 2500 persone in totale. In ogni caso, molte posizioni saranno risolte con spostamenti in altri settori interni o come prepensionamenti. Le misure citate dal DJ sono imposte dall'impegno della banca a ridimensionare, dopo il crollo del trading nel secondo trimestre, fenomeno comune a molte banche nel mondo, dato che anche Credit Suisse, Goldman Sachs e HSBC progettano tagli al personale per risparmiare sui costi, mentre diverse banche del Regno Unito, sempre molto propense all’internazionalizzazione, hanno iniziato a ritirarsi dai mercati oltremare per limitare le spese.
In maggio, il capo del Private banking UBS Jürg Zeltner aveva dichiarato alla stampa che le attività relative alla clientela abbiente erano state ‘terribili’ in conseguenza del nervosismo innescato dal caso Grecia e per la situazione di stallo politico sul debito pubblico degli Stati Uniti. Per l’estate ormai esplosa, è improbabile vedere una crescita del mercato, perché molti clienti sono in vacanza e pensano ad altro. Un altro fattore che preme sulla Svizzera è la forza del Franco che riduce il valore dei capitali in altre valute, mentre i costi delle nostre banche sono in Franchi svizzeri.
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