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Visualizza articolo: Ceglie piange il giornalista «Subito legge anti-precariato»

La Gazzetta del Mezzogiorno 24 Giugno 2011

Si sono tenuti ieri, nella Chiesa Madre di Ceglie Messapica, i funerali di Pierpaolo Faggiano, corrispondente della «Gazzetta» e grande esperto di musica, suicidatosi in casa dopo aver denunciato in una lettera il disagio esistenziale per la sua condizione di precarietà.

Il rito è stato celebrato don Gianni Caliandro (molto amico di Pierpaolo) e alla cerimonia funebre hanno voluto partecipare tanti musicisti, venuti della Capitale per dare l’ultimo saluto al giornalista. Tra le tante attività di Pierpaolo, l’organizzazione di «Ceglie jazz», appuntamento estivo con la grande musica che da anni si svolge nella città brindisina. Proprio ieri l’amministrazione comunale ha presentato le iniziative della imminente stagione e ha chiesto alla famiglia il consenso ad intitolare le serate a Pierpaolo.

La tragica morte di Faggiano ha investito i lavori del consiglio nazionale della Federazione nazionale della Stampa, riunitasi a Roma. I consiglieri, riuniti attorno al segretario Franco Siddi e al presidente Roberto Natale, hanno ricordato con un minuto di silenzio il giornalista 41enne e hanno ribadito l’impegno a battersi per «garantire dignità all’attività e ai compensi di migliaia di giornalisti lontani dalle redazioni e spesso costretti a operare in contesti difficili».

È partita anche un’iniziativa su facebook lanciata dai giornalisti precari, che il 7 e 8 ottobre sottoscriveranno una Carta con l’Ordine dei giornalisti intitolata al collega di Ceglie. Al cordoglio della presidente dell’Ordine pugliese Paola Laforgia si è associato il presidente nazionale Enzo Jacopino, accusando duramente la maggioranza del governo di voler rispondere alla «notizia del suicidio di un giornalista precario di Ceglie Messapica» con il recupero della legge sulle intercettazioni, «invece di mettere subito all’ordine del giorno dei lavori della Camera la proposta sull'equo compenso del lavoro giornalistico», giacente in commissione da lungo tempo.

«Un collega ha deciso di togliersi la vita - afferma Jacopino - perché non riusciva a sopportare la mortificazione di una precarietà che gli rubava i sogni e attentava alla sua passione per la verità. La risposta della maggioranza è intollerabile: gli editori compensano i giornalisti con retribuzioni di pochi spiccioli (anche 0,50 centesimi ad articolo, tasse comprese) e il Parlamento si occupa di altro».

«Sono troppi i giovani che vengono mortificati dalla precarietà e da compensi non adeguati al lavoro svolto. Come dimostra - ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni - la recente tragedia del giornalista che si è tolto la vita». Per questo occorre lavorare su uno «strumento che consenta di stabilire criteri di correttezza nei compensi per i freelance e che rappresenti una condizione irrinunciabile per gli editori che vogliano accedere a un qualsiasi tipo di finanziamento pubblico».

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