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Porter 21 Giugno 2011
Il tema del precariato nel mondo del lavoro è sempre più di drammatica attualità. Tra migliaia e migliaia di vicende e di drammi che si consumano quotidianamente nel silenzio, viene portato in evidenza un caso limite, che sfiora il paradossale tanto da far pensare che possa essere il frutto fervido della fantasia. La protagonista, ma anche l’emblema di questa storia è una professoressa torinese, che da ben 27 anni insegna come precaria; ha raccolto la sua avventurosa ed incredibile vicenda in un libro “Vita da Precaria”, che è diventato un’autentica bandiera di questo terribile fenomeno. In questo libro (edito da Iniziative Editoriali, che si può acquistare a prezzo scontato nella libreria virtuale di IE Book che si trova su www.porter.it ) la professoressa Marina Pastore racconta un quarto di secolo di vita lavorativa vissuto nella scuola in una condizione di assoluta provvisorietà. E’un volume di assoluta attualità, in un momento in cui sono in atto dei fortissimi cambiamenti nel mondo del scuola, che preoccupano genitori, studenti, docenti ma soprattutto gli insegnanti che non sono di ruolo, in altre parole che non hanno il posto fisso. A questo proposito la professore Pastore, nella premessa di “Vita da Precaria”, scrive testualmente “Il nostro è un limbo conosciuto solo da noi: un territorio di nessuno in cui vigono discriminazione ed ingiustizia, il regno dei “due pesi e due misure”: trattamento tre stelle se sei “di ruolo”, trattamento pesci in faccia se sei precario. Un lutto per noi non vale il giorno pagato per presenziare al funerale. Una nostra malattia, per essere retribuita, deve durare non più di un certo periodo. Una gravidanza, poi, vale comunque meno, cosicchè un figlio di precaria viene al mondo già con il suo bel bollino di incertezza esistenziale sulla morbida testolina. E meno male che da qualche anno abbiamo anche noi diritto alla mutua, perché prima, se ti veniva un accidente, eri licenziato in tronco dopo sette giorni di mantenimento posto. Non pagati. Le “vacanze“ estive lo sono solo in senso etimologico: è lo stipendio ad essere vacante per due mesi, se sei fortunata, e manco è certo che lo percepirai da settembre…. Ci sono stati anni in cui, iniziando a lavorare ad ottobre, ho visto il mio primo stipendio a febbraio! Quando per l’ennesima volta mi affacciavo alla segreteria per vedere se c’erano novità in merito, capitava che mi sentissi dire:”Su, su…professoressa, stia allegra! Pensi che poi le arrivano tutti insieme!” Nell’amara ironia di questa frase c’è il filo conduttore di tutto il libro, che è di ferma denuncia di una situazione generale, comune a molti insegnanti dei vari gradi scolastici, ma è pure un piacevole e coinvolgente racconto che è lo spaccato di vita di una insegnante precaria, che è anche una madre alle prese con due figli, una casa, degli animali e di una donna con un compagno, diverse amiche, tanti hobby e interessi culturali.
Il libro “Vita da Precaria” è edito da Iniziative Editoriali, società moncalierese che ha in catalogo numerosi titoli di autori locali e di vicende legate all’attualità e al territorio; il libro è in vendita nelle migliori librerie del territorio e tramite internet, come sotto indicato.
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