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Visualizza articolo: Il bilancio dela Cassa Edile conferma il calo dell'occupazione

ravennza notizie 17 giugno 2011

La Cassa Edile della Provincia di Ravenna organizza tradizionalmente una serata conviviale, che costituisce l'occasione per fare il punto sulla situazione del settore.



L'annuale appuntamento si è svolto ieri sera a Palazzo Manzoni di San Zaccaria, alla presenza di autorità (tra gli altri il Presidente della Provincia Claudio Casadio, il Vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi, l'Assessore comunale alle Attività produttive Massimo Cameliani) e vertici delle associazioni imprenditoriali e sindacali della provincia, che partecipano alla gestione della Cassa.

Nel saluto di benvenuto il Presidente della Cassa, Gian Paolo Pasini, ha fornito i dati sull'occupazione risultanti dal bilancio 2010.

Complessivamente i lavoratori iscritti sono diminuiti per il terzo anno consecutivo e percentualmente la nuova flessione, del 13,2%, è stata la più consistente del triennio.

Nel corso dell'esercizio il numero di lavoratori iscritti si è ridotto di 711 unità, scendendo a 4.663; un livello così basso non si registrava dal 1998.

Dall'inizio della crisi, il numero di iscritti su base annua è sceso di 1.691 unità, pari al 26,6%.

Il numero medio di lavoratori denunciati mensilmente, 3.108, è risultato inferiore del 10,5% a quello dell'anno precedente.

Gli indicatori del bilancio dimostrano che la diminuzione dell'occupazione ha riguardato prevalentemente gli addetti la cui attività lavorativa era saltuaria.

I nuovi iscritti, infatti, sono diminuiti del 32% mentre il numero di operai presenti continuativamente tutto l'anno si è ridotto solo del 5,3%.

Nello stesso senso si possono leggere i dati su età e qualificazione dei lavoratori.

La diminuzione è stata appena del 3,6% per gli ultra50enni e gradualmente più consistente scendendo alle classi anagrafiche inferiori, fino a toccare il meno 33% per gli under 20.

La flessione ha toccato operai di tutte le qualifiche, ma con un'accentuazione al decrescere della qualifica.

Per il secondo anno consecutivo è sceso il numero degli stranieri e in misura più rilevante rispetto al dato complessivo: meno 16,4%, cosicché è anche diminuita la loro incidenza percentuale, ora al 38% dopo avere superato nel 2008 il 42%.

Gli stranieri iscritti sono stati 1.773, sotto il livello del 2006; la componente più numerosa è ancora quella rumena, intorno al 30%, ma di poche unità su quella albanese, che diminuisce in misura più contenuta di tutte le altre.

Seguono, sotto il 10%, marocchini, macedoni e tunisini.

Anche i dati sulle imprese confermano la decrescita, che colpisce in maniera più pesante quelle meno strutturate.

Le imprese con dipendenti sono diminuite del 15%, scendendo a 841, sui livelli di dieci anni prima.

Il calo ha però riguardato esclusivamente le microimprese, fino a 5 dipendenti, mentre quelle di dimensioni superiore sono complessivamente aumentate, sia pure di appena 8 unità.

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