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Gazzetta del Sud 17 giugno 2011
I veleni della cooperativa Quetzal, la cui gestione fa parte del circuito "equo e solidale", è sotto la lente di ingrandimento degli ispettori inviati dalla Regione per una revisione straordinaria di tutta l'attività della coop, che ha il punto vendita in corso Umberto.
Il caso è esploso con il recente licenziamento di tre dipendenti che lo scorso 26 maggio si sono viste recapitare la lettera dell'amministratore delegato Fabrizio Nardo, che ha giustificato il provvedimento con una «mancanza di commesse e la necessità di ridurre il personale», anche se nel frattempo nell'organico della Quetzal sono state assunte altre sei dipendenti ed un amministratore delegato, cui viene riconosciuta una retribuzione di 38 mila euro l'anno, oltre ad una copertura assicurativa onerosa per le casse sociali della cooperativa.
Gli ispettori regionali sono stati già in città a visionare le carte e verificare la veridicità dei fatti riferiti dagli attuali amministratori, da dipendenti presenti e passati. L'ispezione è partita da un circostanziato esposto in cui si mette in discussione l'operato del presidente del consiglio di amministrazione della Quetzal, Piero Iemmolo e di quei soci che hanno approvato il bilancio 2009 «ritenuto privo di elementi di trasparenza perché alcuni voci sono state pareggiate in modo artificioso», come si legge nell'esposto.
Al presidente ed ai soci viene poi imputata la mancata regolarizzazione contributiva di alcuni dipendenti, il licenziamento dell'ex direttore commerciale Simone Sabaini e la riassunzione con funzioni superiori di un ex dipendente precedentemente licenziato. Uno dei punti nodali della vicenda ruota infatti attorno al licenziamento del direttore Sabaini, nonostante questi avesse traghettato la cooperativa verso lidi economicamente redditizi, inventandosi una linea di produzione innovativa come quella dei liquori, dopo il calo delle vendite del 2008, che vide la cooperativa in difficoltà.
Il presidente Iemmolo rimprovera al suo direttore un comportamento scorretto nei confronti di alcune dipendenti e, nonostante la buona perfomance aziendale, il presidente ritiene di farne a meno e di affidare la carica all'attuale direttore di Gela, Nardo, imprenditore di pannelli solari, che con il cioccolato ed il mondo del cacao ha veramente poco a che fare. Una scelta sulla quale molti si sono interrogati e che molti motivano con il fatto che Nardo è il datore di lavoro di Rosario Guarrasi, prima semplice dipendente, che, dopo una controversia a colpi di querele con Iemmolo, è promosso sul campo al posto di Simone Sabaini, dopo che lo stesso presidente ha ottenuto la remissione di una querela nei suoi confronti.
La gestione Quetzal è insomma ricca di colpi di scena, di manovre, di colpi bassi, che mal si addicono ad una cooperativa che si definisce solidale e si ispira ai principi della correttezza.
La vicenda Quetzal non si esaurisce tuttavia al campo strettamente gestionale perché ha assunto anche un profilo politico. Se alcuni soci hanno deciso di coinvolgere il direttivo del Pd il motivo risiede, infatti, nell'atteggiamento assunto dal sindaco Antonello Buscema che nella Quetzal ritrova una sua diretta emanazione. Molti dei componenti della assemblea, a cominciare dal presidente Iemmolo, sono parenti stretti ed amici di lunga data, diretto riferimento a quel gruppo che fa capo alla parrocchia di San Pietro, che per anni ha visto il sindaco in prima fila e che resta lo zoccolo duro del consenso del primo cittadino. Nella segnalazione al Pd, che ufficialmente ha sorvolato sul documento riservato e lo ha quasi rimosso, si segnala il pericolo che la gestione della Quetzal, avallata in modo perlomeno tacito dal sindaco, si trasformi in ufficio collocamento.
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