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(ASCA) - Roma, 15 Giugno 2011
- ''Prima d'intervenire sulle aliquote occorre tassare le rendite per alleggerire la tassazione su salari e profitti''. E' il parere dell'economista Stefano Zamagni, una delle 'menti' dietro l'enciclica Caritas in Veritate di papa Benedetto XVI, a proposito della riforma fiscale delineata dal ministro Tremonti. ''Che ci sia bisogno di una riforma fiscale - osserva Zamagni in un'intervista al Sir - e' scontato'', tuttavia il primo passo sta nell'adottare una ''filosofia precisa'' che, per l'economista, parte dal colpire le ''rendite di qualsiasi tipo''. Esse, sottolinea, ''hanno raggiunto una percentuale alta nel Pil dell'Italia, circa il 30%'', riducendo la quota data da salari e profitti. Ma, ''questo impedisce a un paese avanzato come il nostro di compiere il necessario balzo in avanti: se i profitti sono bassi, anche gli investimenti di conseguenza saranno limitati''. Colpire attraverso la leva fiscale le rendite, ''tutte parassitarie'' secondo l'economista, permette invece di ''favorire le altre due grosse componenti'', ossia salari e profitti, oggi fortemente tartassate.
Per quanto riguarda, invece, le imposte e le aliquote, Zamagni concorda che ''la riforma non puo' avere aggravi per lo Stato, deve avvenire a costo zero, dal momento che non possiamo certamente permetterci di far aumentare il debito pubblico''.
Cio' che va evitato e' che l'incremento eventuale dell'Iva vada a ricadere sui ''percettori di redditi medio-bassi, che non sarebbero particolarmente avvantaggiati dalla riduzione del'Irpef, mentre potrebbero venire danneggiati da un aumento generalizzato dell'Iva''.
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