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Visualizza articolo: Il Pd per il lavoro: largo ai giovani, meno precari, più impresa

Normanno 07 Giugno 2011

In vista della Conferenza Nazionale, in programma a Genova a metà Giugno, il Pd messinese ha organizzato ieri un incontro sulla tematica del lavoro e dei nuovi percorsi di sviluppo a sostegno dell'occupazione. All'incontro erano presenti Paolo Nerozzi, componente della Commissione Lavoro al Senato, il deputato nazionale Francantonio Genovese, il deputato regionale Filippo Panarello, il responsabile provinciale per il Lavoro Teodoro Lamonica e il segretario provinciale Francesco Gallo.



A introdurre i lavori Teodoro Lamonica che ha sottolineato l'importanza dell'affrontare una tematica troppo spesso "mortificata". Lamonica dopo aver precisato che il lavoro sarà un punto fondamentale nel programma del Pd, ha descritto l'attuale situazione occupazionale: "Oggi l'unica cosa che conta è il capitale, poco e niente le persone che lavorano, ci sono troppi disoccupati e precari, la classe media sta scomparendo e si dirige verso la povertà". Ha analizzato poi alcuni dati, poco confortanti, ripresi dal "Sole 24 ore" e da "Italia oggi": la provincia di Messina per la prima fonte è piazzata al 97^ posto su 107 province, mentre al 96^ posto su 103 province per la seconda. L’occupazione femminile arriva al 24%, mentre la disoccupazione tra i giovani dai 15 ai 24 anni è al 36%, tra i giovani dai 25 ai 44 anni al 48%. "In questi anni - ha concluso Lamonica - siamo stati una Regione virtuosa nel reperimento di fondi europei, ma parte di essi sono stati spesi male, altri non sono stati spesi, con gli enti locali che non hanno saputo produrre i risultati sperati".



A continuare il confronto Francantonio Genovese che ha focalizzato il suo intervento sulla situazione messinese e sulle possibili soluzioni: "Riuscire a vivere in una società senza essere assillati dal bisogno questo è il meccanismo sul quale bisognerà puntare per quelle che sono le generazioni presenti e soprattutto per quelle future - e ha continuato - il tessuto sociale deve rispondere meglio agli stimoli di una realtà che sembra appiattita per questo bisogna fare in modo che l'iniziativa privata continui in un moto perpetuo rimettendo in circolo forze nuove e intelligenti".



Nell'ultimo periodo, ha spiegato Genovese, si è assistito ad un appiattimento intellettuale, in cui sterili dibattiti non hanno in alcun modo risolto i problemi della società. Per questo il Pd ha scelto di confrontarsi, con l'organizzazione di una serie di incontri, su quelle tematiche che hanno risvolti sul territorio e mirano a sviluppare iniziative e proposte in ambiti che fino ad ora sono stati poco attenzionati dal Governo nazionale. "Bisogna necessariamente avviare una fase nuova - continua l'ex sindaco di Messina - bisogna aiutare le imprese, investire e fare in modo che i giovani possano avviare iniziative private anche attraverso provvedimenti legislativi, con il credito d'imposta, gli incentivi per l'occupazione, tentando di ridurre al minimo la burocratizzazione che frena le imprese per rilanciare l'attività privata a beneficio delle nuove generazioni".



Al dibattito ha preso parte anche il senatore e componente della Commissione Lavoro Paolo Nerozzi "L'italia non si salverà se non si rilancia il Mezzogiorno, non è facile perchè l'attuale crisi internazionale tocca soprattutto i giovani che rischiano sempre più spesso di lasciare l'Italia o buttare via la formazione faticosamente acquisita". Nerozzi si concentra poi sulle possibili soluzioni alla questione: "Far pagare le tasse a tutti lottando contro l'evasione fiscale, incominciando a dare possibilità agli enti locali di realizzare opere pubbliche, non grandiose, ma che siano in grado di dare lavoro alle imprese presenti nel territorio".



"Il precariato e i contratti a progetto - conclude il Senatore - non sono più condizioni sopportabili e prima degenerare in crisi come quelle di cui sono state protagoniste Spagna e Grecia, bisogna invertire la rotta e cambiare radicalmente percorso con investimenti sulla ricerca per dare spazio ai giovani che, qualsiasi cosa dica il ministro Gelmini, risultano ancora tra i meglio formati d'Europa, sebbene, infatti, difficilmente riescano ad emergere in Italia, sono considerati tra i migliori all'estero".

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