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Roma, (TMNews) 31 Maggio 2011
- La produttività dell'economia italiana "ristagna" e per questo i salari sono fermi e i consumi deboli. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle sue ultime Considerazioni finali all'assemblea di Via Nazionale. "Se la produttività ristagna la nostra economia non può crescere", ha detto esprimendo anche la preoccupazione per "la vasta sacca di precariato, soprattutto giovanile". E' indispensabile quindi un riequilibrio del mercato del lavoro. "Il sistema produttivo - ha spiegato il governatore - perde competitività. Si aprono disavanzi crescenti nella bilancia dei pagamenti correnti. Si inaridisce l'afflusso di investimenti diretti: nel decennio sono entrati in Italia capitali per investimenti diretti pari all'11% del Pil, contro il% 27 in Francia". "Le dinamiche retributive - ha evidenziato Draghi - sono da noi modeste, non potendo troppo discostarsi da quelle della produttività: la domanda interna ne risente. Le retribuzioni reali dei lavoratori dipendenti nel nostro paese sono rimaste pressochè ferme nel decennio, contro un aumento del 9% in Francia. I consumi reali delle famiglie, cresciuti del 18% in Francia - ha concluso - sono aumentati da noi meno del 5%, e solo in ragione di una erosione della propensione al risparmio". "La diffusione nell'ultimo quindicennio - ha sottolineato Draghi - dei contratti di lavoro a tempo determinato e parziale ha contribuito a innalzare il tasso di occupazione, ma al costo di introdurre nel mercato un pronunciato dualismo: da un lato - ha spiegato - i lavoratori in attività a tempo indeterminato, maggiormente tutelati; dall'altro una vasta sacca di precariato, soprattutto giovanile, con scarse tutele e retribuzioni". "Riequilibrare la flessibilità del mercato del lavoro - ha concluso il governatore - oggi quasi tutta concentrata nelle modalità d'ingresso, migliorerebbe le aspirazioni di vita dei giovani; spronerebbe le unità produttive a investire di più nella formazione delle risorse umane, a inserirle nei processi produttivi, a dare loro prospettive di carriera". red-eco
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