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Visualizza articolo: Salari in euro: "appello alla responsabilità, invito ad agire"

Ticinonline 23 Maggio 2011

LUGANO - La risposta all'interrogazione di Gianni Guidicelli, nella quale si affermava che il pagamento in euro è da considerarsi legittimo, è di quelle che fanno discutere. Lo dimostra la replica dell'OCST, come anche l'odierna mozione di Lorenzo Quadri.

Anche il PPD, preso atto della risposta del Consiglio di Stato, condanna la prassi dei salari in euro: "È evidente come questa prassi sia estremamente nociva per il mercato del lavoro ticinese - affermano in un comunicato -. Acuisce la pressione al ribasso dei salari e svantaggia l’impiego di personale locale. Questo non solo nell’ambito dell’artigianato, ma anche nel terziario".

Per il PPD si tratta dunque di un fenomeno da bloccare, in quanto in grado soltanto di svantaggiare ulteriormente i lavoratori ticinesi. A tal proposito, dal Patito Popolare Democratico viene lanciato in tal proposito un appello indirizzato a più fuochi.

Agli amministratori e ai dirigenti d’azienda attivi sul mercato del lavoro ticinese il PPD chiede responsabilità e rispetto nei confronti della manodopera residente in Ticino, questo attraverso il pagamento di salari in franchi svizzeri.

Al Consiglio di Stato e il Dipartimento responsabile il PPD chiede di sorvegliare la preatica dei salari in euro e di segnalare immediatamente la pratica agli altri Cantoni di frontiera e al Consiglio federale affinché si valutino quali provvedimenti legali possono essere utilizzati. Viene in ultima istanza proposta pure la possibilità di inserire una normativa cantonale volta a vietare la pratica.


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