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Visualizza articolo: Inchiesta LAC: chi sapeva dei salari illegali?

Ticino News 12 Maggio 2011

Chi sapeva e chi non sapeva? Uno di sicuro. Forse entrambi. Due sono gli indagati, uno dei quali è in carcere. Quello che i sindacati hanno definito un “caporale”. Letteralmente: uno che recluta e sfrutta manodopera sui cantieri. Lui è un operaio edile bresciano sui 30 anni.

Il cantiere è quello del Lac, il polo culturale di Lugano. L’impresa finita nel mirino del Ministero pubblico è la Ipi Industrial Plans, con sede a Lugano. Il procuratore generale, John Noseda, voleva arrestare anche il direttore della società, un lombardo che vive in Ticino. Ma il Giudice dei provvedimenti coercitivi non ha confermato il fermo.

La storia è una storia di appalti e subappalti. La Comsa, l’impresa spagnola che costruisce il Lac, ha affidato alla Ipi opere di carpenteria e di armatura. E la Ipi ha fatto capo a manodopera italiana. Da Brescia è arrivata una squadra di operai messa insieme dal cosiddetto caporale.

Si potrebbe definirlo un padroncino. Ha comprato un furgone, ha affittato e ammobiliato a Lugano un appartamento dove alloggia con i suoi compagni di lavoro. Poi, però, i sindacalisti di Unia hanno scoperto che gli operai prendevano salari nettamente inferiori al contratto collettivo. Salari accettabili per chi lavora in Italia. Illegali per chi lavora in Svizzera. Noseda a la polizia si sono mossi già in marzo. Dagli interrogatori del direttore della Ipi e degli operai è emerso un quadro inquietante. Si sono profilati i reati: estorsione, usura e falsità in documenti.

Il direttore della Ipi, difeso dall’avvocato Luigi Mattei, respinge le accuse: io versavo salari regolari, sostiene. Era il caposquadra che sottopagava gli operai. E i salari di aprile sono stati versati dalla Ipi non più in contanti, come nei mesi precedenti, ma su conti bancari degli operai.

Il caposquadra, il cosiddetto caporale, difeso dall’avvocato Giovanni Augugliaro, sostiene invece che il direttore della Ipi sapeva eccome, anzi, era la mente dell’illecito ai danni dei lavoratori.

Due versioni opposte. E tanti elementi contabili e testimonianze da mettere assieme per ricostruire la verità. E forse altre verità da scoprire.

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