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Gazzetta del Sud 2 Maggio 2011
Sostenere la speranza e combattere la disillusione. A tale obiettivo punta la veglia di preghiera e affidamento "Giovani e lavoro" promossa dalle segreterie nazionali di Cisl, Acli e Mcl che si terrà anche a Catania il 10 maggio, alle 20, in concomitanza con tutte le Diocesi d'Italia.
Nella sala Bonaventura, si è svolto un incontro preparatorio con la piena e fattiva adesione di tutte le associazioni etnee di ispirazione cristiana impegnate nel sociale.
All'iniziativa hanno già aderito a livello nazionale le seguenti associazioni e movimenti: Azione Cattolica Italiana, Acli, Agesci, Ctg, Cif, Centro Sportivo Italiano, Focsiv, Fondazione Toniolo, Fuci, Icra, Mcl, Mlac, Cammino Neocatecumenale, Rinnovamento nello Spirito Santo, Comunità di sant'Egidio, Movimento dei Focolari, Uneba, Confcooperative, Confartigianato, Compagnia delle Opere, Coldiretti, Forma.
A Catania, è stata registrata anche la partecipazione della Pastorali universitaria, giovanile, scolastica e migrantes, della Caritas diocesana e dei Salesiani. Dell'iniziativa promossa è stato reso partecipe monsignor Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania, che ha sempre dimostrato particolare sensibilità per i problemi del lavoro e dei giovani catanesi
«Cisl, Acli e Mcl – ha detto Alfio Giulio, segretario generale della Cisl etnea – hanno voluto avviare un itinerario di riflessione sui problemi che riguardano il precariato e la disoccupazione, in un periodo fortemente caratterizzato da crisi economica e cambiamenti nel mondo del lavoro, sentendo la responsabilità di testimoniare i contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa. A Catania, l'iniziativa assume un significato particolare perché le emergenze e le difficoltà si amplificano e riguardano moltissimi giovani che non riescono a trovare un'occupazione stabile e spesso sono costretti a emigrare verso altre parti del Paese. Altri, se fortunati, trovano nel nostro territorio un lavoro precario o peggio in nero per evitare di restare disoccupati o inoccupati, cioè vittime di un sentimento di sconforto e delusione.
«Ma le emergenze e difficoltà – ha aggiunto Rosaria Rotolo, segretaria territoriale della Cisl etnea – riguardano anche moltissime famiglie catanesi, impoverite dalla mancanza di uno sviluppo reale del territorio, dovuto a uno scarso impegno di programmazione e rilancio da parte delle istituzioni, che non riescono ad avviare azioni concrete per il rilancio dell'economia e del lavoro a Catania. La veglia di preghiera vuole essere il primo atto di un percorso che intende confrontarsi con una vasta problematica che si ripercuote negativamente sulla coesione e sulla nascita di nuove famiglie».
La data individuata per la realizzare le iniziative non è stata scelta a caso, visto che cade a pochi giorni dalla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, ex operaio e amico dei giovani, e in occasione del trentennale della promulgazione dell'enciclica Laborem exercens, pietra miliare della Dottrina Sociale della Chiesa.
L'impegno a cui le organizzazioni, le associazioni e i movimenti sono chiamati ha un valore in più mirato a ridare dignità al lavoro e rimettere al centro la persona, in particolare nei confronti dei giovani per evitare il prevalere di sentimenti di sconforto e rassegnazione, nonché aride contestazioni non supportate da reali proposte praticabili di cambiamento e di impegno. In tal senso, un esempio da valorizzare è l'esperienza positiva e di speranza avviata con le attività del Progetto Policoro della Diocesi catanese finalizzato concretamente a orientare, accompagnare e informare i giovani per affrontare la sfida della disoccupazione.
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