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I-dome.com 02 Maggio 2011
Le retribuzioni contrattuali del 2011 sono in crescita, seppure con tassi abbastanza lenti e con notevoli sproporzioni a favore di alcuni settori del privato e del settore della difesa.
Alla fine di marzo, secondo quanto ha ultimamente reso noto l’ISTAT, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 62,2% degli occupati dipendenti e in totale al 57,5% del monte retributivo osservato. L’indice nel mese di marzo è aumentato dello 0,2% rispetto al mese di febbraio e soprattutto è aumentato del 2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In media nel trimestre tra gennaio e marzo 2011 si è registrata una crescita dell’indice del 2,1% rispetto allo stesso trimestre del 2010.
A marzo gli incrementi maggiori sono stati rilevati rispetto ad alcuni settori in particolare. Primo tra tutti il settore dell’edilizia che ha fatto registrare un +4,6%, segue il settore della difesa, le retribuzioni relative al settore militare sono difatti aumentate del 4,3% e se si aggiungono ad essi i tassi di crescita del monte totale di retribuzioni per le forze dell’ordine questo dato raggiunge una crescita che supera l’8%. Cresce inoltre anche il monte salari totale del settore agricolo che fa registrare un +3,8%.
Restano bloccati – o pressoché bloccati – i volumi salariali del settore della scuola e dei ministeri (un incremento dello 0,6% per entrambi) e delle regioni e delle autonomie locali, che così come accade per il servizio sanitario nazionale fanno registrare un incremento che raggiunge lo 0,7%.
Tra i contratti monitorati dall'indagine, sono stati rinnovati a Marzo solo gli accordi relativi ai settori gas e acqua (aziende municipalizzate e private) e commercio.
Alla fine di marzo invece i dipendenti in attesa di rinnovo erano il 37,8%. Un dato che non restituisce alcuna sicurezza se si pensa che i mesi di attesa media per i lavoratori con il contratto scaduto sono 15,2.
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