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Torino, (Labitalia) 13 Aprile 2011
- Nell'artigianato piemontese ci sono luci ed ombre, a causa della crisi economica che ancora fa sentire la sua morsa sui sistemi produttivi, sull'economia e la finanza, sul mondo del lavoro. E' quanto emerge dal rapporto annuale 2010 sull'artigianato piemontese presentato oggi a Torino nel corso di un convegno organizzato dall'assessorato allo Sviluppo Economico, Attività produttive ed Artigianato.
Secondo la Regione per il comparto dell'artigianato piemontese "gli indizi di un allentamento della fase negativa, manifestatisi nella seconda parte del 2010, trovano conferma nella prima rilevazione del 2011. Inoltre gli indicatori relativi alle performance delle imprese (domanda e fatturato) e all'occupazione sono in lieve miglioramento, pure restando di segno ampiamente negativo".
Gli indicatori, ormai negativi da molti mesi, si sono ridotti e "l'attenuazione della negatività dei saldi deriva principalmente dal calo della percentuale d’imprese che hanno segnalato una diminuzione (di domanda, fatturato, occupazione) a favore di quelle con situazione stazionaria: il 54,6% ha dichiarato un fatturato stabile rispetto a sei mesi prima, l’83,2% una stazionarietà degli occupati. Dopo il crash del 2009, dunque, il 2010 ha rappresentato una fase di relativo assestamento, per quanto su livelli produttivi erosi rispetto al 2008. Per la ripresa, con ogni probabilità, occorrerà attendere".
Nei dati macroeconomici il Piemonte ha viaggiato alla velocità della media nazionale: una certa ripresina dell'industria, un calo ulteriore del comparto costruzioni, una stagnazione generalizzata in quello dei servizi, l'occupazione che resta critica, nonostante una riduzione del ricorso alla cassa integrazione. Secondo l'assessorato, di fronte a questi dati, "è opportuno proseguire nelle azioni di supporto lavorando su politiche strutturali di intervento che mettano la competitività del Piemonte al centro dell'azione e come obiettivo primario da raggiungere. I provvedimenti già messi in campo, come il Piano straordinario per l’occupazione e il Piano per la competitività, vanno proprio in questo senso”.
Nell'ambito della giornata è stato presentata anche una ricerca sul sistema fieristico piemontese a supporto delle attività artigiane. "E' incentrato su reti corte, legami di prossimità e capitale sociale -si legge nella ricerca- e se ciò, da un lato, rappresenta una ricchezza e una risorsa del sistema, d’altro canto, ne costituisce comunque anche il suo limite principale. Infatti, l'offerta fieristica piemontese a supporto dell’artigianato, pur essendo piuttosto ampia, comprendendo nell'arco dell’anno più di 300 eventi, ha un raggio d’azione relativamente limitato, trattandosi in larga prevalenza di eventi a carattere locale (82,3%) o regionale (13,1%), ed è di tipo generalistico in quanto le mostre mercato rappresentano ben il 96,3% delle manifestazioni con la presenza di artigiani".
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