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Visualizza articolo: Carrefour, licenziamenti revocati Soddisfazione dei sindacati che chiedono un piano commerciale di rilancio

Gazzetta del Sud 04 Aprile 2011

Svolta nella vertenza Carrefour che per più di un mese e mezzo ha visto i 104 dipendenti dell'ipermercato di contrada Faraone in sciopero a oltranza in difesa del posto di lavoro. A sbloccare una fase di stallo protrattasi per settimane, la comunicazione, da parte di G.D.M., della revoca dei licenziamenti pendenti sui lavoratori del punto vendita di Milazzo, con il personale tornato regolarmente in servizio già da ieri. Decisivo l'incontro presso la Prefettura di Reggio Calabria, fortemente voluto dalle OO.SS., dopo le dichiarazioni dell'Azienda circa l'apertura di una procedura concorsuale fallimentare che avrebbe messo in grave rischio i livelli occupazionali di tutti i lavoratori del gruppo G.D.M.
La notizia dell'avvenuto accordo è stata data ieri dai sindacati, con un comunicato delle segreterie provinciali di Filcams - Cgil e Fisascat - Cisl di Messina che, congiuntamente con le segreterie regionali della Calabria, hanno preso parte alla riunione, alla presenza, tra l'altro, del Prefetto, del sindaco di Reggio Calabria e dell'assessore alle Attività produttive della Regione Calabria.
«La revoca dei licenziamenti dei lavoratori di Milazzo – è detto nella nota – è il giusto premio conseguente alla lotta caparbia delle maestranze che difendono con estrema dignità il loro lavoro ed a cui va il nostro riconoscimento nell'avere perdurato in questa difficile vertenza – dichiarano i segretari provinciali di Filcams - Cgil Carmelo Garufi e di Fisascat - Cisl Francesco Rubino –. Avevamo estreme preoccupazioni per l'apertura della procedura di mobilità a carico di 70 lavoratori del punto vendita di Milazzo su un totale di 104, e soprattutto temevamo che l'Azienda operasse uno "spezzatino sociale" cioè dividendo e trattando in maniera diversa i lavoratori siciliani e calabresi». Abbiamo rivendicato, insieme ai colleghi della Calabria, l'unicità del gruppo aziendale – aggiungono i sindacalisti – e soprattutto l'unicità dei lavoratori senza distinzione regionale, chiedendo con forza il coinvolgimento di un tavolo nazionale presso il Ministero del Lavoro».
Si chiude così un lungo braccio di ferro caratterizzato da ripetuti incontri infruttuosi che per giorni ha messo a repentaglio il futuro di 104 famiglie. «Crediamo fermamente che l'Azienda debba presentare un serio piano industriale per garantire la continuità occupazionale dei lavoratori, in territori quali la Sicilia e la Calabria, dove i livelli di disoccupazione assumono connotati preoccupanti soprattutto per chi perde il lavoro – puntualizzano le sigle sindacali –. Oltre al tavolo ministeriale ci aspettiamo adesso anche la piena applicazione del patto d'Area di Milazzo-Valle del Mela siglato dai sindaci di tale comprensorio e dalle associazioni datoriali, ed in tal senso chiederemo una rapida convocazione». Interessante sarà la verifica del piano di rilancio dell'azienda per il punto vendita che è stato un punto di forza del Centro commerciale di Milazzo.
Contestazione al McDonald's Intanto a Milazzo, restando in tema occupazionale, ha aperto una nuova attività in un noto centro commerciale. A sbarcare nella città del Capo è il panino più famoso del mondo, legato al brand McDonald's. Ma se in tanti hanno accolto favorevolmente la nascita del fast food, accorrendo numerosi all'inaugurazione, altri invece non ha visto di buon occhio l'arrivo del marchio americano a Milazzo. È il caso di alcuni giovani che proprio dinanzi alla porta d'ingresso dei nuovi locali hanno distribuito dei volantini riportanti lo slogan "Che cosa c'è di sbagliato in McDonald's?". Una guerra all'hamburger made in Usa portata avanti da numerosi attivisti sparsi nel mondo e sposata anche a livello locale. Una sorta di boicottaggio per invitare i cittadini a "saziare il loro appetito altrove" e che ha causato qualche momento di tensione con il personale addetto alla sicurezza intervenuto per dissuadere i manifestanti. Decisiva la mediazione del direttore dell'area commerciale che ha invitato i giovani a porre fine alla loro protesta.
Una nuova realtà imprenditoriale che entra prepotentemente nel mercato mamertino, incrementando il peso specifico concorrenziale dei centri commerciali. Un'attrattiva in più per i consumatori milazzesi e dell'intero hinterland inclini a frequentare i parchi commerciali a discapito del centro storico, i cui negozianti a più riprese stanno cercando di trovare strategie comuni per far rivivere il cuore della città ed i negozi di antica tradizione.

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