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Visualizza articolo: Fondi pensione: Ania, servono misure per favorire sviluppo

ROMA (MF-DJ)-- 30 Marzo 2011

"Lo sviluppo della previdenza integrativa potrebbe costituire nel prossimo futuro un rilevante fattore di accumulazione del risparmio privato. Al momento lo sviluppo del comparto e' ancora insufficiente: il numero degli aderenti alla previdenza complementare e', al 31 dicembre 2010, pari a circa 3,5 mln in aumento del 5,4% rispetto all'anno precedente e con una incidenza del 23% sul numero dei lavoratori dipendenti e autonomi in attivita'. Lo ha detto nel corso di un'audizione alla Camera il d.g. dell'Ania, Paolo Garonna. In particolare, ha proseguito, nel 2010 le adesioni rispetto alla situazione rilevata alla fine dell'anno precedente hanno registrato un decremento dell'1,4% per i fondi pensione negoziali, un incremento del 3,4% per i fondi pensione aperti e del 17,2% per i piani individuali pensionistici, mentre le adesioni ai fondi pensione "preesistenti" sono rimaste stabili.

A tre anni di distanza dall'ultima riforma si e' quindi attenuato il momentum positivo delle adesioni verificatosi nel 2007 quando i lavoratori dipendenti privati furono chiamati a decidere se conferire il Tfr maturando alla previdenza integrativa. Al ritmo osservato servirebbero un paio di decenni affinche' i due terzi dei lavoratori possano godere di un'integrazione della pensione di base. Mancano all'appello soprattutto i giovani e le donne e la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici e dei lavoratori autonomi, gran parte dei lavoratori delle pmi.

I rendimenti dei fondi pensione nel 2010 hanno registrato risultati moderatamente positivi, comunque in media superiore al rendimento del Tfr per tutte le forme previdenziali: 3% per i fondi negoziali, 4,2% per i fondi pensione aperti. Anche per effetto di tali rendimenti, oltre che per l'afflusso dei contributi versati nell'anno, le risorse patrimoniali gestire dai fondi e destinate alle prestazioni sono aumentate dl 12,3%.

Garonna ha poi illustrato alcune proposte per rilanciare la previdenza complementare. Fra queste, la reversibilita' delle scelte di conferimento del Tfr maturando: secondo molti osservatori una gran parte dei lavoratori non ha conferito il Tfr alla previdenza complementare - ha sottolineato Garonna - perche' condizionato dal timore dell'irreversibilita' della scelta. Mentre e' infatti possibile procrastinare la scelta di adesione alla previdenza complementare, una volta scelto di conferire il Tfr non e' possibile tornare al vecchio regime. Occorre rimuovere tale ostacolo, ha aggiunto, attribuendo al lavoratore un diritto di ripensamento.

Bisognerebbe inoltre rendere efficace la piena portabilita' del contributo del datore di lavoro sin dalla scelta iniziale; prevedere la possibilita' per i fondi negoziali di investire in gestioni assicurative di ramo I e V; sembra inoltre opportuno, ha concluso Garonna, riflettere sul trattamento fiscale della previdenza complementare e su come si possano ridurre le distanze tra la previdenza complementare e le altre forme di risparmio. Per quanto riguarda il risparmio del terzo pilastro, ne andrebbe incentivata la componente a lungo termine per esempio applicando la tassazione con un'aliquota decrescente al crescere della durata dell'investimento. vs

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