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(ASCA) - Torino, 23 Marzo 2011
- All'indomani della rottura delle trattative sul contratto per la ex Bertone, che rilevata dalla Fiat nell'estate del 2009, ha acquisito la denominazione Officine Automobilistiche Grugliasco, la Fiom tiene aperto ancora uno spiraglio, invita la Fiat a ''riflettere'' e ricorda che gia' questa settimana si dovranno riunire le Rsu, e poi la prossima saranno convocati i lavoratori e che da loro, tra cui la Fiom conta oltre 700 tessere su 1094 dipendenti, dovra' venire una parola definitiva, quasi ad indicare una possibile - anche se improbabile - via d'uscita. E cioe' di una soluzione che permetta al Lingotto di tornare sui propri passi e dare il via libera ai 500 milioni di investimenti sull'ex carrozzeria per la produzione di 50mila nuove Maserati. ''Le Rsu rappresentano il sindacato e i lavoratori - ha detto oggi il segretario torinese della Fiom Federico Bellono in una conferenza stampa assieme al responsabile nazionale auto Giorgio Airaudo - , cosa decideranno, lo decideranno loro. Ed e' doveroso che nel proseguio della vicenda i lavoratori siano sentiti''. - Nel frattempo la Fiom attacca le altre organizzazioni sindacali e in particolare la Fim-Cisl con cui lo scontro in questi mesi a Torino e' stati molto aspro, e parla di clima sindacale da anni '50. ''Sono tempi che ritenevamo superati'', osserva Airaudo che ricorda una locandina di quegli anni che recitava ''se ti candidi con la Fiom ti candidi al licenziamento'' e distribuisce copia di un volantino del 1955 in cui si invoca l'ostracismo alla Fiom. ''Si tratta (oggi, ndr) di sindacalisti che non conoscono bene la storia del sindacato ne' fanno bene il loro mestiere'', osserva Airaudo. ''Abbiamo polemizzato con alcuni politici che facevano gli ultras (della Fiat, ndr) - aggiunge Bellono - Mi sembra che in queste ore il ruolo sia ricoperto piu' da alcune sigle sindacali che non da altri''. Il giorno dopo la interruzione del negoziato con il Lingotto la Fiom prova comunque a tenere aperto il canale diplomatico. Airaudo sottolinea le parole prudenti arrivate dalla politica dopo che anche il sindaco di Torino Sergio Chiamparino si e' mostrato allarmato dalla eventualita' che la Fiat rinunci all'investimento. E quanto alla Fiat la Fiom mostra di tenere almeno sul piano formale ancora integro il filo del dialogo: ''Abbiamo apprezzato che la Fiat abbia rispettato la richiesta di sentire le Rsu'' dice Airaudo. ''Vogliamo che il negoziato prosegua ma anche che si tenga conto della specificita' dello stabilimento ex Bertone, che la Fiat ha riconosciuto acquisendola in una societa' a se'. Se fosse stata interessata soltanto al marchio o ai lavoratori poteva portarli tranquillamente dentro Mirafiori. Pensiamo invece che debba prevalere il buon senso da parte di Fiat e non gli estremismi che ogni tanto sembrano apparire anche nell'azienda, e che non sia giusto terrorizzare i dipendenti della ex Bertone che da otto anni sono interessati da processi di cassa integrazione, che hanno firmato dei contratti individuali e hanno portato alla Fiat in dote quasi 30 milioni di euro, visto il valore degli immobili in corso Allamano (dove ha sede lo stabilimento acquisito per 13 milioni contro un valore di 51 sostiene la Fiom, ndr) che la Fiat ha avuto a un prezzo di favore proprio perche' garantiva l'occupazione. E quindi non serve terrorizzare i lavoratori - conclude Airaudo -. E' la Fiat che deve confermare l'investimento, i lavoratori sono a disposizione del lavoro, non tocca a loro decidere l'investimento''. Bellono spiega che la convocazione delle Rsu (10 su 15 sono delegati della Fiom), avverra' possibilmente questa settimana mentre la prossima si potrebbe svolgere l'assemblea: ''Sapendo che non e' semplice - aggiunge - perche' i lavoratori sono in cassa oppure in distacco, oltre un centinaio alla Sevel, altri in altri stabilimenti Fiat dell'area torinese. In tutti i casi non sara' un'assemblea conclusiva ma servira' per tornare al tavolo con l'azienda, tavolo di cui noi abbiamo chiesto l'interruzione e che a nostro giudizio dovra' essere riconvocato'', sottolinea il sindacalista ricordando che e' ''un elemento di formalita' non casuale perche' al tavolo dell'Unione industriale oltre alla proposta della Fiat c'era quella delle rsu approvata dai lavoratori''. ''Il negoziato non e' chiuso - ribadisce Bellono - qualunque tavolo va sfruttato fino all'ultimo minuto disponibile e per noi la discussione ad oggi non e' conclusa. Nel giorno in cui ci trovassimo di fronte a un intervento ultimativo ne trarremo le conseguenze. Ieri l'azienda ha detto ,'per noi questo e' l'ultimo incontro, adesso dovete dirci di si' o di no'. E a fronte di chi ha detto 'per noi va bene', noi abbiamo chiesto una sospensione e l'azienda ha replicato 'fate le valutazioni del caso'''. Ma i margini per una soluzione al momento sembrano quasi inesistenti.
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