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Quotidiano.net 21 marzo 2011
- La vicenda Verlicchi approda formalmente sul tavolo dei giudici: oggi, infatti, sono stati depositati l'esposto, l'istanza di fallimento e la richiesta di sequestro cautelare (che serve ad evitare altri tentativi della proprieta' Jbf di trasferire altrove i macchinari). E intanto, dal presidio arriva l'annuncio che l'assemblea dei lavoratori ha deliberato oggi all'unanimita' la propria disponibilita' a entrare in azienda e ripristinare gli impianti smantellati al fine di poter riprendere la produzione il prima possibile. Nicola Patelli, della Fiom-Cgil, spiega: se il curatore fallimentare nominato dal Tribunale dovesse richiederlo, i lavoratori sono pronti a ripristinare i macchinari smontati e a riavviare la produzione. Ma ora l'importante e' fare in fretta. Speriamo e chiediamo con tutta la forza possibile che i tempi siano brevissimi per non lasciare i lavoratori e un patrimonio aziendale abbandonato, sottolinea Patelli. In campo c'e' poi l'esposto e, secondo indiscrezioni, pare che anche la famiglia Verlicchi si stia muovendo sul fronte legale. Il sindacato, dal canto suo, oltre che in un'indagine su tutta la vicenda spera che rapidamente il Tribunale nomini un curatore per aprire una cassa integrazione straordinaria extra per fallimento e per disporre il sequestro cautelare per evitare rischio di ulteriore azioni di sciacallaggio. Intanto, davanti all'azienda di Zola Predosa continua il presidio dei dipendenti, ormai giunto al decimo giorno (l'ottavo considerando solo l'assemblea permanente).
Oggi, in visita al sit-in, si e' recata anche la senatrice del Pd Rita Ghedini per riaffermare che anche la difesa del lavoro e della dignita' dei lavoratori sono un presidio imprescindibile contro ogni forma di illegalita', ha detto la parlamentare.
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