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Ticinonline 22 marzo 2011
BELLINZONA - Il deputato PPD Gianni Guidicelli ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato in merito al fenomeno, denunciato più volte dal Sindacato OCST, su frontalieri e salari in euro.
Alcuni casi del genere sono già stati denunciati all’autorità cantonale competente, dato che dal profilo giuridico una tale procedura non è per principio ammissibile, ritenuto come il Codice delle Obbligazioni sancisce il principio che i debiti di natura pecuniaria (come lo sono i salari) debbano venir versati con i mezzi di pagamento della moneta in cui è stato contratto il debito. Il salario viene normalmente fissato in franchi e di conseguenza non è possibile il versamento in altre valute.
La libera circolazione delle persone, osserva Guidicelli, suscita preoccupazioni circa il possibile, e talvolta avvenuto, fenomeno di dumping salariale. Il versamento in euro dei salari ai frontalieri può generare lo stesso fenomeno; i datori di lavoro avrebbero interesse ad assumere lavoratori frontalieri, pagati in euro, e quindi con salari inferiori rispetto ai salari che dovrebbero versare ai lavoratori svizzeri che devono essere pagati in franchi. Le prime vittime di questa dumping salariale sarebbero quindi i lavoratori residenti in svizzera.
"È quindi imperativo fare in modo che, rispettando l’Accordo sulla libera circolazione, i lavoratori stranieri siano trattati alla stregua dei lavoratori svizzeri. Evidentemente non abbassando i salari svizzeri al livello di quanto si vorrebbe versare ai lavoratori stranieri".
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