LaborandiSezione OrientamentoSezione FormazioneSezione Lavoro

Master in gestione Risorse Umane (HR) - Ed. 2012 - Gruppo Major Bit
Sono aperte le iscrizioni. Scarica il programma






Visualizza articolo: Vertenza Stretto, a Roma perplessità e ipotesi ma nessuna soluzione a breve termine

Normanno 15 Marzo 2011

Incontro al Ministero dei Trasporti fra una delegazione messinese col sindaco in testa, i sindacati, il ministro delle infrastruttura e i vertici della Rete ferroviaria Italiana con i lavoratori fuori a manifestare. Al termine del confronto il ministro Matteoli ha chiesto a Fs e Trenitalia "di implementare gli attuali servizi ferroviari per un anno". Si apre uno spiraglio, sebbene a tempo determinato, per i licenziamenti. "Cauto ottimismo" di Buzzanca. Testa, Fit Cisl: "Bicchiere mezzo vuoto, necessario includere i lavoratori di Ferrotel e Servirail". "Fumata grigio scuro per il Tavolo romano sulla Vertenza FS". A dirlo è Oceano, Cgil, che questa mattina ha partecipato alla riunione che si è tenuta al ministero dei trasporti.


Uno spiraglio temporaneo, di appena un anno, per il mantenimento dei livelli occupazionali nel nodo ferroviario messinese. E’ questa la soluzione ipotizzata dal Ministro Matteoli nel corso dell’incontro con l’amministratore delegato di Fs Moretti, con il sindaco di Messina Buzzanca, con i rappresentanti nazionali e provinciali dei sindacati.

Al termine del confronto infatti il ministro Matteoli ha chiesto a Fs e Trenitalia di predisporre una ipotesi di implementazione degli attuali servizi ferroviari per un anno, per consentire il mantenimento dei livelli occupazionali e il trasporto universale nel contesto della specificita' territoriale messinese che necessita della continuita'. Il ministro verifichera' con il ministero dell'Economia la fattibilita' di tale ipotesi e riferira' nei prossimi giorni.



"Ringrazio il ministro Matteoli per l'incontro di stamane - ha detto Buzzanca - che è stato di grande attenzione ed apertura per le problematiche che si registrano nell'ambito dei servizi ferroviari a Messina. L'ipotesi formulata dal Ministro di implementare i servizi ferroviari per 1 anno darebbe respiro non solo ai lavoratori che si trovano in difficoltà ma consentirebbe di non penalizzare il trasporto ferroviario tutelando la continuità territoriale. Attendiamo con cauto ottimismo che l'apertura di Matteoli possa concretizzarsi nei prossimi giorni"



“Il Ministro – spiega Enzo Testa, segretario provinciale Fit Cisl - su sollecitazione di tutte le parti ha chiesto a Trenitalia uno studio sui costi necessari per il personale e per i treni per reintegrare il 7% dell’offerta sui posti passeggeri tagliato con gli ultimi provvedimenti nell’orario appena rimodulato ed entrato in vigore. Il Ministro Matteoli, successivamente, si riserva 48 ore di tempo per trovare le risorse economiche”.

Una soluzione che accontenta in parte i sindacati, attenti anche alle vertenza Servirail e Ferrotel: “Abbiamo evidenziato – continua Testa – come anche queste due vertenze devono rientrare all’interno della soluzione immaginata. Ci sono un centinaio di lavoratori interessati a cui bisogna dare risposte nell’immediato”.

La Fit Cisl resta in attesa degli ulteriori sviluppi. “Ma quella di oggi - conclude il segretario della Fit messinese – è una soluzione temporanea, è come avere un bicchiere mezzo vuoto. Quella proposta è una soluzione ipotetica e ancora non strutturata. In seguito occorrerà sedersi nuovamente attorno a un tavolo per discutere del riassetto complessivo del nodo messinese che tenga conto delle esigenze del territorio siciliano. Vorremmo che, come oggi, le Istituzioni si muovessero per trovare soluzioni alle vertenze in atto”.

Si apre uno spiraglio, sebbene a tempo determinato, per i licenziamenti legati alla vertenza Servirail attraverso l’ipotesi di una proroga di un anno dei contratti. Ipotesi che dovrebbe trovare certezza o smentita entro 48 ore. “Siamo fortemente preoccupati per l’esito specifico della vertenza Servirail perché il Tavolo si è chiuso senza certezze e perché comunque si parla solo di una proroga di un anno. Certo – osserva il segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano-, nell’immediato significa scongiurare la perdita di quei posti di lavoro ma resta il nodo dei tagli che gravano sul settore”.

A Roma è salita una delegazione di lavoratori, dopo giorni di proteste e di occupazione dell'aula consiliare. Un'ottantina di persone giunte da Messina si sono riunite in piazza della Croce Rossa in attesa che qualche notizia trapeli. "Una manifestazione sentita" dichiara il segretario della Fit Cisl, Michele Barresi che si trova a Roma accanto ai lavoratori. "Il problema occupazionela del settore si fa sentire - afferma Barresi - speriamo che i risultati siano propedeutici ad una risoluzione positiva della vicenda".

Sulla vicenda intervengono anche i pendolari dello Stretto penalizzati non solo dalle tariffe esorbitanti che RFi ha messo in atto (e il conseguente adeguamento delle società private) ma dalla mancata continuità territoriale che ha portato allo "sfasciume" il traghettamento.

I pendolari inoltre fanno presente, che a Villa San Giovanni la temporanea chiusura notturna per lavori lungo la via che conduce dalla stazione Centrale all'imbarcadero della Società Caronte - anziché far scattare maggiore impegno da parte di RFI nei confronti dell'utenza – fa sì che RFI sopprima un ulteriore nave.

Per i pendolari la “vertenza Stretto” dovrebbe essere sostenuta da scioperi generali a carattere provinciale e regionale. "Non è il momento di dare colpe o chiamare in causa governi amici o nemici, ma facciamo fronte comune senza scaricare le responsabilità. Un percorso comune prevede la redazione di un unico documento, condiviso dalle forze parlamentari regionali e dalla deputazione nazionale, che io stesso consegnerò al Ministro Matteoli, affinché si possa convocare un tavolo con i vertici della Rete ferroviaria Italiana". E' questa la rassicurazione che arriva da parte del primo cittadino messinese.

Una rassicurazione che non basta ai lavoratori dopo l'annuncio del licenziamento del personale impiegato nel settore Wagon lits (85 unità) e nella struttura Ferrotel FS (23 unità).

Un'iniziativa, che oltre a confermare il continuo disimpegno delle Ferrovie nell'area dello Stretto, determinerebbe pesanti ricadute per i livelli occupazionali e rilevanti disagi per i cittadini.
"Il sindacato non si accontenta dello stop per un anno - sostiene Armando Romeo Segretario Generale dell'Or.S.A - ma chiede al governo centrale un tavolo per rimodulare la politica dei trasporti nello stretto e in tutta l'isola, per non dover di nuovo trovarsi di fronte all'emergenza occupazionale frutto del disimpegno di rfi in tutto il meridione".

Mostra tutte le news




Valid HTML 4.0 Transitional Valid CSSchi siamo | tutto laborandi | i nostri partners |  feed rss | i siti amici | privacy policy | termini di utilizzo
© Copyright 2007-2012