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Corriere dell'Irpinia 15 Marzo 2011
PRATA PRINCIPATO ULTRA - Brutte, anzi bruttissime le notizie che vengono da Napoli per i dipendenti della Lmp di Prata Principato Ultra. L'azienda ha confermato i quarantacinque licenziamenti. A monte tutte le trattative in piedi da due mesi ed entro tre mesi operai senza più lavoro. Non ha portato i frutti sperati, l'ultimo tentativo che si è consumato in Regione tra i vertici aziendale della Cms gruppo che guida la Lmp e i segretari provinciali di Uilm e Fiom , Gaetano Altieri e Sergio Scarpa.
Sembrava che l'azienda fosse pronta ad accettare il tentativo proposto dal sindacato di salvare venti unità lavorative più dieci spalmate in due anni ed accompagnare alla pensione o incentivare i restanti alla mobilità. Purtoppo qualcosa è andato storto. Effettivamente il tira e molla che l'azienda stava portando avanti dai primi di gennaio avevano lasciato intendere che per i 45 di Prata non sarebbe stato facile. Le imposizioni imposte dal gruppo che ha sede a Fisciano erano insindacabili ed inaccettabili. Si andava oltre al semplice calpestare i diritti ed i sindacati, dopo ore di mediazione non hanno potuto far altro che deporre le armi. Il dato che preoccupa e getta nella disperazione i lavoratori è che i margini di ripresa c'erano tutti. Il gruppo Cms ha l'azienda principale a Fisciano che ha un piano industriale in atto, così come la cooperativa di Morra che pare non aver problemi.
Tra le proposte del sindacato c'era stata anche la richiesta di smistare i lavoratori di Morra nei due stabilimenti. Le Rsu di Prata hanno anche inviato una lettera di sostegno ai segretari salernitani di Fiom e Uilm che hanno mostrato solidarietà ed apertura. ma anche su questa soluzione l'azienda non ha voluto sentire regioni. Motivo: evitare i dissidi territoriali, al massimo si poteva trattare su Morra, ma poi è sfumata anche quella trattativa. Insomma la Lmp chiude per cessazione d'azienda e potrà decidere cosa fare senza più il vincolo dei sindacati. Mortificato il segretario della Uilm Altieri. «Tutti i tentativi si sono rivelati vani - spiega - eravamo quasi riusciti a convincere l'azienda che la soluzione migliore era la cassa integrazione per due anni con un recupero, seppur parziale, della manodopera. Ci siamo trovati di fronte ad un'azienda intransigente che ha detto che non c'erano più le condizioni per andare avanti».
Ieri mattina sono partite le prime lettere di licenziamento ed entro 120 giorni la Lmp chiuderà i battenti. Sembrano anche inutili ulteriori forme di protesta. «Purtoppo - continua Altieri - l'azienda ha decretato la cessazione di attività quindi ogni protesta resterebbe fine a se stessa. L'unico auspicio è che l'azienda decida di mantenere il presidio industriale con un conseguente recupero parziale della manodopera. A questo punto è l'unica speranza».
Rammaricato anche il segretario della Fiom Sergio Scarpa che parla di una crisi che sta lentamente ammazzando il mondo del lavoro. «Questo episodio deve smuovere il sindacato - spiega il segretario - eventi come quello accaduto ai lavoratori della Lmp non devono più accadere».
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