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Visualizza articolo: Electrolux: Fiom, no a delocalizzazioni e licenziamenti

Rassegna.it 07 Marzo 2011

"La grande riuscita dello sciopero di oggi ci dà più forza quando diciamo che non siamo disponibili ad accettare nessun licenziamento e che non siamo d’accordo sulla delocalizzazione delle produzioni di frigoriferi a libera installazione. Electrolux deve modificare il piano industriale, decidendo di investire in Italia in ricerca e sviluppo e, quindi, in innovazione. Questo è l’unico vero modo per essere competitivi sul mercato". Lo ha detto Laura Spezia, segretaria nazionale e responsabile del settore elettrodomestici della Fiom-Cgil, concludendo - a nome delle Segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil - il comizio che si è tenuto, a fine mattinata, al termine della manifestazione nazionale del gruppo Electrolux svoltasi oggi a Conegliano Veneto (Treviso).

"Al Governo - ha affermato inoltre Spezia - diciamo che è giunta l’ora di aprire un tavolo di settore che discuta seriamente di politiche industriali in relazione a un comparto di eccellenza quale è, nel nostro Paese, quello degli elettrodomestici".


La manifestazione nazionale di Conegliano Veneto si è svolta oggi in concomitanza con lo sciopero generale di otto ore proclamato unitariamente, nel gruppo Electrolux, da Fim, Fiom, Uilm. L’iniziativa di lotta è stata assunta dai sindacati dei metalmeccanici a sostegno della posizione elaborata dai sindacati stessi rispetto alla vertenza in corso nel Gruppo.

La multinazionale svedese intende delocalizzare la produzione dei frigoriferi cosiddetti freestanding. Si tratta di una produzione a maggior valore aggiunto rispetto ad altre del settore del cosiddetto “bianco”. Conseguentemente alla progettata delocalizzazione, Electrolux intende dichiarare che circa 800 lavoratori, attualmente occupati negli stabilimenti di Susegana (Treviso) e Porcia (Belluno), sono in esubero. Questo proposito è stato nettamente respinto dai sindacati stessi.

Alla manifestazione odierna, informa una nota della Fiom Cgil, hanno partecipato, oltre a folti gruppi di lavoratori provenienti dagli stabilimenti di Porcia e di Susegana, anche delegazioni provenienti dagli stabilimenti di Forlì e di Solaro (Milano).

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