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Visualizza articolo: La protesta per i licenziamenti si scalda. Assemblea dei medici ad Avezzano

L'Aquila, 7 mar 2011

- Accesa assemblea dei medici questa mattina all'ospedale di Avezzano e fissata una manifestazione in camice bianco davanti al Comune per giovedi' mattina alle 10. I sanitari protestano in vista del licenziamento a fine mese di 329 precari della Asl di Avezzano Sulmona L'Aquila. Un provvedimento che causera' la chiusura di reparti e l'interruzione di importanti servizi ai pazienti. Basti pensare che novanta medici ospedalieri precari andranno a casa, ventinove dei quali assicurano servizi strategici nell'ospedale di Avezzano. Il pronto soccorso, gia' in condizioni di organico precarie, perdera' addirittura sei medici, le sale operatorie, attualmente sull'orlo del collasso, perderanno tre anestesisti, l'unita' di terapia intensiva coronarica due cardiologi. Tutto cio' a causa dell'esaurimento del tetto di spesa a disposizione degli assunti a tempo determinato. Medici e sindacati chiedono da giorni un intervento urgente del presidente della regione Gianni Chiodi affinche' si attivi nei confronti del Governo per chiedere e ottenere una proroga alla legge Brunetta, che dimezza i fondi per i precari rispetto al 2009. Il rischio molto concreto e' che la Sanita' nella Provincia dell'Aquila vada in tilt nel giro di pochi giorni.

FIALS CHIEDE INTERVENTO CLASSE POLITICA - La Fials (Federazione italiana autonoma lavoratori della sanità) "chiede alla classe politica (complessivamente intesa ) un intervento per tentare di scongiurare le enormi difficoltà in cui si troverà l’intera collettività, se il 31 marzo i n. 329 dipendenti ( medici, infermieri, ausiliari e amministrativi ), con contratto a tempo determinato, operanti nella ASL Avezzano- Sulmona-L’Aquila, dovranno lasciare i loro rispettivi posti di lavoro, a seguito del taglio del 50% delle risorse da parte del governo".

"In seguito a questi tagli, se non ci sarà permesso l’utilizzo di risorse per il mantenimento dei contratti almeno fino al 31 dicembre, molti reparti e servizi andranno incontro a chiusura e/o ridimensionamento, ovviamente a scapito degli utenti. Cittadini che ancora una volta andranno a pagare le conseguenze di come, in passato, si è amministrata la sanità nella nostra Regione. Inoltre, come Organizzazione Sindacale non condividiamo, in questo particolare momento, che si chiedano ai lavoratori un ulteriore sacrificio: e cioè di scioperare; sapendo che i contratti per il pubblico impiego sono bloccati per tre anni, e con questi stipendi bisogna fare i conti per arrivare a fine mese".

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