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Corriere del Ticino 8 Marzo 2011
BERNA - Le disparità salariali fra uomo e donna sono ancora una realtà, trent'anni dopo l'adozione dell'articolo costituzionale sull'uguaglianza. In occasione della Giornata internazionale della donna, i sindacati lanciano un appello per una giornata d'azione nazionale e uno sciopero il 14 giugno. Le rivendicazioni principali sono l'uguaglianza salariale, un aumento degli stipendi minimi, più asili nido e un congedo paternità.
"Perché le donne dovrebbero accettare di guadagnare in media il 9,4% in meno se hanno la stessa formazione, la stessa funzione, la stessa posizione nella gerarchia e la stessa esperienza professionale?", si chiede Corinne Schärer, segretaria responsabile dell'uguaglianza presso l'Unione sindacale svizzera (USS).
Le donne continuano ad assumersi la maggior parte dei lavori domestici e sono penalizzate per quanto riguarda il reddito, le possibilità di carriera e il loro posto nella società. I sindacati chiedono di aumentare il congedo maternità a 18 settimane e di introdurne uno per i padri di 8 settimane. La giornata di azione sarà pure l'occasione di promuovere l'introduzione di salari minimi visto che le remunerazioni più basse riguardano in maggioranza donne.
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