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Visualizza articolo: Serbia/ Governo: no ad aumenti salari pubblici, Fmi non vuole

Belgrado, Alice Notizie 4 Febbraio 2011

- Il governo serbo non può accettare la richiesta dei sindacati del pubblico impiego di incrementare i salari, in quanto è vincolato all'impegno di mantenere nel 2011 il rapporto deficit-Pil entro il 4,1%, come da accordo con il Fondo monetario internazionale (Fmi) che ha concesso nel 2009 un credito 'anticrisi' da 2,9 miliardi euro, in scadenza in aprile prossimo. Lo ha dichiarato all'agenzia Tanjug Jurij Bajec, consigliere economico del premier serbo Mirko Cvektovic, illustrando come sforare il tetto di spesa stabilito significherebbe "non solo distruggere l'accordo con il Fmi, ma anche incrementare l'instabilità del paese". Secondo l'esperto governativo, inoltre "agendo sull'onda delle richieste dei sindacati, la Serbia si confermerebbe come un paese non sufficientemente credibile per gli investitori stranieri".

Il governo di Belgrado è alle prese con una raffica di scioperi, sull'onda della crisi economica che è costata al Paese una dura recessione nel 2009, nonostante le previsioni di crescita dell'1,8% nel 2010 e del 3% nel 2011. Preoccupa anche l'inflazione, a fine 2010 al 10,3% su base annua. La Serbia sta per chiudere l'accordo in stand by per il credito Fmi, di cui ha attinto circa 1,5 miliardi dei quasi tre disponibili. Ciononostante, Belgrado pensa ad estendere la collaborazione con Washington, attraverso un nuovo accordo cosidetto 'precauzionale', ma non un nuovo credito.

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