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Rassegna.it 17 Febbraio 2011
"I lavoratori della pubblica amministrazione, da quando sono stati bloccati i rinnovi dei contratti pubblici, segnano una perdita di salario media di 1.700 euro. Dopo l’accordo separato del 4 febbraio, la decisione di uno sciopero non era più rimandabile". Lo ha detto ai microfoni di RadioArticolo1 Nicola Nicolosi, segretario confederale della Cgil. "L’accordo del 4 febbraio è privo di risultati concreti per i lavoratori pubblici. È un favore a Berlusconi, come dimostra anche l’incontro, tenuto segreto alla Cgil, da cui è uscito il testo. Cisl e Uil hanno fatto la parte di chi corre in soccorso del governo in crisi e siccome su questo governo hanno puntato tutto, il fallimento di Berlusconi è il fallimento stesso di Cisl e Uil".
"La verità, ha continuato Nicolosi, è che in Italia non si rispettano più le regole democratiche. Dall’intesa é stato escluso chi dissentiva. La Cgil, tra le parti sociali. La Conferenza delle regioni e l’Anci, tra le parti naturalmente coinvolte, visto che danno lavoro al 60 per cento dei dipendenti pubblici. Questo è uno dei motivi principali per cui è stato indetto per il 25 marzo da Fp e Flc uno sciopero nazionale".
Per quanto riguarda le elezioni delle rsu, che sarebbero dovute avvenire entro il 30 novembre 2010, "il Consiglio di Stato, ha concluso Nicolosi, ha dato ragione alla Cgil: è il momento di andare al voto per far entrare la democrazia sindacale dentro i luoghi di lavoro".
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